Quarant’anni dopo il diploma, i “compagnetti” del Liceo Classico si ritrovano: “Come se non ci fossimo mai lasciati”

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Quarant’anni possono sembrare un’eternità. Ma basta ritrovarsi attorno a un tavolo con le persone giuste per scoprire che, in fondo, il tempo non è passato affatto.

È stata una serata speciale quella vissuta ieri a Marina di Ragusa da un gruppo di ex studenti del Liceo Classico di Ragusa, tornati a incontrarsi a quarant’anni dal diploma.

Non c’erano tutti i sessanta ragazzi che nel 1986 si presentarono, uno alla volta, davanti alla commissione d’esame. Ma erano abbastanza per ricreare quell’atmosfera fatta di complicità, ricordi, battute e soprattutto di quella leggerezza che appartiene agli anni del liceo.

A raccontare l’emozione del ritrovarsi è uno dei protagonisti di quella stagione, Domenico Arezzo, che ricorda come l’esame di maturità rappresentò allora molto più della semplice conquista di un diploma.

«Fu quello il momento in cui mi licenziarono», racconta con ironia, ricordando quel giorno di quarant’anni fa, quando davanti alla commissione arrivò anche la fatidica «questione della lingua» di Cesare Beccaria.

Ma più che l’esame, a distanza di quattro decenni sono rimasti impressi gli anni trascorsi insieme. Gli amici, le risate, lo studio, le giornate trascorse tra i banchi e quella particolare capacità di vivere tutto con la spensieratezza tipica dell’età.

Il ritrovo di ieri è nato grazie all’iniziativa di Antonino Nicosia e di alcuni degli ex compagni, riuscendo a riunire un bel gruppo di quella generazione cresciuta sui banchi del Classico.

E la sorpresa più bella è stata proprio questa: ritrovarsi dopo quarant’anni e avere la sensazione che nulla fosse cambiato.

«Ci siamo ritrovati come se non ci fossimo mai lasciati, quarant’anni sono trascorsi come un soffio, un alito di vento».

Nessun rimpianto e nessuna nostalgia malinconica. Solo la felicità di avere condiviso una parte importante della propria vita e di poterla, almeno per una sera, rivivere insieme.

Quarant’anni dopo, i ragazzi del Liceo Classico sono diventati adulti, professionisti, genitori, nonni, persone con storie e percorsi completamente diversi. Ma davanti a un ricordo, a una battuta o a un nome pronunciato dopo tanto tempo, sono tornati per qualche ora semplicemente quei ragazzi degli anni Ottanta.

E allora, forse, il modo migliore per celebrare questo anniversario è proprio quello scelto da loro: senza rimpianti, senza malinconia, ma con un grande sorriso.

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