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Scicli al bivio: Scimonello sfida la frammentazione e punta su una coalizione larga
03 Ago 2026 10:22
Scicli si avvia a scaldare i motori per un nuovo governo della città, atteso per la fine della primavera 2027. Guglielmo Scimonello, ex amministratore ed ex consigliere da settimane ha annunciato la sua candidatura a sindaco della città quale frutto di un’indicazione unitaria fra forze diverse. “C’è un candidato sindaco uscente che si ricandida. Il candidato da battere ha quindi un nome e cognome e si chiama Mario Marino – afferma Guglielmo Scimonello – gruppi politici e forze civiche devono capire che la frammentazione e il frazionamento della coalizione sono il miglior assist per il sindaco uscente, quindi, la teoria non basta: serve concretezza. Se osserviamo bene lo scenario attuale, oltre alla ricandidatura di Marino, ci sono ben altri 5 o 6 candidati di opposizione che si dividono i voti. I nomi che circolano sono sempre gli stessi: il mio già annunciato, OrazioRagusa, CaterinaRiccotti, BrunoMirabella, GuglielmoCartia e MariannaBuscema. Con cinque o sei candidati di opposizione che si dividono i voti, l’uscente vince al primo turno o passa al ballottaggio in posizione di netto vantaggio. Senza tralasciare l’effetto soglia/sbarramento e quanti voti rischierebbero di andare dispersi senza superare le soglie di sbarramento o senza ottenere neanche un seggio in Consiglio comunale”.
L’alternativa?
“Istituire un Tavolo dei Programmi Condivisi. Invece di proporre cinque o sei candidati, propongo un Cantiere per la Città. Invito, quindi, tutte le forze politiche, associazioni e tutte le donne e uomini liberi e forti della società civile, di sedersi attorno a cinque o sei grandi priorità, ad esempio mobilità, bilancio, sicurezza, borgate, sport, arredo urbano e cura della città. Sono convinto che, su questi problemi concreti della città, c’è già un 80 per cento di convergenza.
I sondaggi parlano chiaro: gli elettori mostrano stanchezza verso un’opposizione divisa ed il rischio di astensione è alto perché dimostra che la disomogeneità porta al disinteresse dell’elettorato di cambiamento. Presentarsi divisi non significa misurare la propria forza, ma garantire l’inespugnabilità dell’amministrazione uscente”.
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