L’Unitalsi di Ragusa tra i boschi dell’Etna: una giornata in carrozzina tra natura, fraternità e inclusione

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Una giornata di sole, immersa nei colori e nei profumi dei boschi dell’Etna, si è trasformata in un’esperienza di incontro, inclusione e fraternità per l’Unitalsi di Ragusa. Il luogo scelto è stato il Rifugio La Ginestra a Monte Concilio, sulle pendici del vulcano, dove la sottosezione Unitalsi di Nicolosi ha accolto gli amici provenienti dalle sottosezioni di Ragusa e Catania.
Decine di persone con disabilità, volontari e famiglie hanno vissuto un momento che è andato ben oltre la classica gita fuori porta. Tra sentieri, natura e convivialità, la giornata ha rappresentato un esempio concreto di come sia possibile superare barriere fisiche e culturali attraverso l’attenzione, la cura e la condivisione.
Il Rifugio La Ginestra, struttura del Corpo Forestale situata sulle pendici sud dell’Etna e raggiungibile da Nicolosi, ha offerto un ambiente particolarmente adatto all’accoglienza: un’area esterna accessibile, spazi curati e una zona picnic ombreggiata immersa nel verde.
Un paesaggio suggestivo, dove il volto più selvaggio dell’Etna – con le colate laviche nere e i segni lasciati dalle eruzioni – incontra quello più dolce dei boschi di castagni e pini. A circondare il rifugio, le caratteristiche ginestre dell’Etna con i loro fiori giallo oro hanno fatto da cornice naturale a una giornata di festa.
Dietro la semplicità apparente dell’iniziativa si è però nascosto un grande lavoro organizzativo. Rendere accessibili i percorsi, predisporre i trasporti attrezzati, coordinare volontari e personale di supporto ha richiesto settimane di preparazione e attenzione ai dettagli.
Un impegno spesso silenzioso, fatto di sopralluoghi, telefonate e organizzazione, che ha permesso a ogni partecipante di vivere l’esperienza in sicurezza e serenità. Proprio nella cura verso ogni esigenza si è manifestato il significato più autentico del servizio Unitalsi.
Non una semplice giornata di svago, dunque, ma un vero momento di promozione di una cultura dell’inclusione. La fragilità è diventata occasione di relazione, mentre l’abbattimento degli ostacoli fisici si è accompagnato alla riduzione delle distanze umane.
Al centro dell’esperienza è emersa ancora una volta la filosofia dell’associazione: *“donarsi e farsi dono”*, un principio che sintetizza il valore di un volontariato consapevole, capace non solo di assistere ma di costruire comunità.
La rete dell’Unitalsi, attraverso le sue sottosezioni presenti sul territorio, continua così a creare occasioni di incontro tra persone con disabilità, volontari e famiglie, dimostrando come ciò che spesso appare difficile o impossibile possa diventare realtà grazie alla forza della collaborazione e della solidarietà.
A raccontare l’emozione vissuta è stata una ragazza con disabilità dell’Unitalsi di Ragusa:
«Piacevole, gioiosa, festosa, suggestiva, accogliente; non so proprio quale aggettivo dare alla giornata a Nicolosi. Pensandoci bene la parola giusta è “grazie”. Grazie ai volontari di Nicolosi per averci regalato una giornata indimenticabile, insieme a tanti fratelli, sorelle e amici speciali: un’esperienza estiva accogliente, sicura e stimolante».
E ancora: «Grazie alla Vergine Maria di Lourdes, cui gli unitalsiani rivolgiamo il cuore e lo sguardo, perché è motivo e stimolo di relazioni fraterne e solidali».
Una giornata destinata a rimanere nella memoria dei partecipanti, non solo nelle immagini condivise sui social o nelle pagine associative, ma soprattutto nei cuori di chi l’ha vissuta. Un esempio concreto di come la fraternità Unitalsi riesca a trasformare un bosco dell’Etna in un luogo di incontro, spiritualità, gioia e speranza condivisa.
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