Allarme truffe agli anziani in Sicilia: una telefonata può costare migliaia di euro, ecco come difendersi

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Con l’arrivo di agosto aumenta l’attenzione sui tentativi di truffa ai danni delle persone anziane e fragili. In Sicilia prende il via la campagna di prevenzione “Prima chiudi, poi chiama”, promossa dal Codacons per contrastare un fenomeno sempre più diffuso e basato soprattutto sulla manipolazione emotiva delle vittime.

A lanciare l’iniziativa è Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons, che richiama l’attenzione su un principio semplice ma fondamentale: davanti a una telefonata sospetta bisogna interrompere immediatamente la conversazione e verificare direttamente la situazione.

Paura, urgenza e affetti: così agiscono i truffatori

Le truffe telefoniche agli anziani seguono spesso uno schema preciso. I malintenzionati fanno leva sulla paura, sull’ansia e sul legame familiare, inventando situazioni di emergenza che coinvolgono figli o nipoti.

Il truffatore può presentarsi come un avvocato, un appartenente alle Forze dell’ordine, un tecnico, un operatore bancario o un incaricato di una società di servizi. Il racconto è quasi sempre costruito per creare panico: un incidente stradale, un arresto, un debito urgente o una presunta necessità di denaro immediato.

L’obiettivo è convincere la vittima a consegnare contanti, gioielli, carte di pagamento o informazioni personali.

«Le truffe agli anziani vengono costruite facendo leva sugli affetti, sulla paura e sulla fretta – spiega Tanasi –. La prima regola è chiudere immediatamente la telefonata, non consegnare nulla e contattare direttamente il familiare indicato».

La regola delle tre azioni: chiudi, chiama, segnala

La campagna del Codacons si concentra su tre comportamenti immediati che possono fare la differenza.

Chiudi. Se qualcuno al telefono chiede denaro, gioielli, codici personali o pagamenti urgenti, la conversazione deve essere interrotta senza fornire alcuna informazione.

Chiama. Il passo successivo è contattare direttamente il familiare coinvolto utilizzando il numero già presente nella propria rubrica, senza richiamare eventuali numeri forniti dallo sconosciuto.

Segnala. In caso di dubbio o tentativo di truffa è necessario rivolgersi al numero unico di emergenza 112.

Un messaggio rivolto soprattutto agli anziani, ma anche a familiari, vicini di casa e comunità locali, affinché nessuno affronti da solo situazioni costruite per generare paura e confusione.

L’appello ai Comuni e alle istituzioni siciliane

Il segretario nazionale Codacons chiede ai Prefetti della Sicilia di promuovere una rete coordinata di prevenzione insieme a Questure, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizie locali e amministrazioni comunali.

L’obiettivo è diffondere informazioni corrette nei luoghi frequentati dagli anziani, coinvolgendo farmacie, parrocchie, uffici postali, centri anziani, servizi sociali, amministratori di condominio e mezzi di comunicazione locali.

«La prevenzione non passa soltanto dai controlli – sottolinea Tanasi – ma anche dalla presenza quotidiana delle famiglie, dei vicini di casa e delle comunità. Una telefonata in più può evitare un danno economico e una ferita profonda».

Energia, acqua, gas e telefonia: nessun incaricato chiede soldi in casa

Tra i punti richiamati dalla campagna c’è anche la necessità di prestare attenzione ai falsi operatori di aziende di servizi.

Il Codacons invita le società che gestiscono energia, acqua, gas e telefonia a ricordare agli utenti che nessun incaricato può chiedere all’interno delle abitazioni denaro contante, gioielli, carte di pagamento, codici personali o credenziali bancarie.

Un’indicazione importante soprattutto per contrastare le truffe porta a porta, spesso rivolte proprio agli anziani che vivono soli.

Ad agosto raccolte le segnalazioni dei cittadini

Per tutto il mese di agosto il Codacons raccoglierà segnalazioni relative a telefonate sospette, visite di falsi incaricati e tentativi di truffa.

I cittadini potranno segnalare gli episodi inviando una comunicazione all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com, indicando il Comune interessato, la data dell’accaduto, il numero telefonico utilizzato se disponibile e una breve descrizione dei fatti.

Le informazioni raccolte confluiranno in un dossier destinato alle autorità competenti, con l’obiettivo di individuare le tecniche più utilizzate dai truffatori e rafforzare le attività di prevenzione sul territorio.

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