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“Attìa t’ammazzamu e pì ta figghio c’è u filu ri fierru”. Ma per la violenza non c’è futuro. Il pestaggio al pensionato sciclitano. VIDEO

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“Attìa t’ammazzamu e pì ta figghio c’è u filu ri fierru”, è stato il messaggio con il quale hanno lasciato a terra il pensionato sciclitano ridotto in malo modo dopo un pestaggio con pugni, calci e schiaffi. Era il pomeriggio dello scorso 3 febbraio. L’oscurità della sera, erano le 18.30, cominciava a coprire il cielo di Donnalucata, borgata nella quale tre sciclitani hanno colpito un pensionato con modi violenti procurandogli ferite e lesioni al volto ed agli arti. Non è servita a nulla la spedizioni punitiva delle tre persone del posto nei confronti dell’uomo reo di non aver sanato un presunto debito-prestito di 24mila euro. Soldi che gli avrebbero prestato due fratelli gemelli i quali, nel corpo delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Modica coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa e condivise dal Gip, sarebbero risultati i mandanti morali dell’aggressione. I numeri dell’operazione presentata, nel dettaglio in conferenza stampa, dal procuratore della Repubblica Francesco Puleio, affiancato dal sostituto Alessio Cappello, e dai carabinieri del Comando provinciale il Tenente Colonnello Giuseppe Licciardello e della Compagnia di Modica Francesco Zangla, sono di impatto sociale. Cinque arresti eseguiti la notte scorso con l’impiego di 30 militari, undici veicoli, un elicottero ed una unità cinofila con un cash-dog addestrato alla ricerca di denaro. Sono tutti italiani: due i mandanti morali e tre gli esecutori materiali del pestaggio. Ventiquattromila euro il presunto credito che i mandanti avrebbero vantato nei confronti del pensionato sciclitano e della sua ex compagna. Quarantottomila euro di denaro contante trovati all’interno di alcune casseforti custodite nelle abitazioni dei gemelli sciclitani che avrebbero prestato i soldi alla vittima; trovati anche svariati assegni posti sotto sequestro, tra cui titoli di credito a firma del pensionato stesso a testimonianza – secondo gli investigatori – del preesistente rapporto finanziario che aveva originato l’illecita e violenta pretesa estortiva; trovati anche, nel corso della perquisizione della notte scorsa nell’abitazione di uno dei mandanti, seimila e cinquecento euro di denaro contante. La risultante delle indagini, maturate con l’uso di attività tecniche, non ultima la visione e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, è la prova che per la violenza non c’è vita. I carabinieri, subito dopo il pestaggio, hanno avuto in mano poca roba investigativa: una mezza indicazione su quanto visto in via Salvatore Allende a Donnalucata, il colore grigio di una vettura con la quale il commando sarebbe arrivato nella borgata sciclitana ed un numero di targa. Questi pochi elementi hanno messo in moto la macchina investigativa. Sono stati necessari cinque mesi per raggiungere al risultato della scorsa notte con l’arresto delle cinque persone.

Scicli e Donnalucata sono due centri turistici di grande valore dove la violenza non deve trovare…casa. In provincia organici delle forze dell’ordine in sofferenza.

Da qui l’appello del procuratore della Repubblica di Ragusa, Francesco Puleio, a margine della conferenza stampa di oggi. Appello rivolto per un intervento complessivo in tutta la provincia. “Un territorio ad alta vocazione turistica che vive di immagine, rischia di vedere compromessa questa sua aspirazione; non può finire nella maglia della violenza e deve poter mantenere una cifra di sicurezza e di tranquillità che gli spetta – ha detto – mi preme, nell’occasione, chiedere che in provincia vengano impinguati gli organici di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Oggi questi sono sottodimensionati ai bisogni di un territorio provinciale. In sofferenza anche gli uffici della Procura iblea per la quale si auspica un aumento degli organici”.

Pestaggio per un debito da 24 mila euro – Ragusa Oggi

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