Dopo 30 anni il festival Ibla Buskers si ferma temporaneamente: “Siamo felici ma stremati. Abbiamo bisogno di una pausa”

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Dopo trent’anni di spettacoli, emozioni e migliaia di artisti provenienti da tutto il mondo, il festival degli artisti di strada “Ibla Buskers” si ferma temporaneamente. Gli organizzatori dell’associazione Edrisi hanno annunciato che l’edizione di quest’anno 2026, che sarebbe stata la trentunesima, non si svolgerà. Spiegano la scelta con una lunga e intensa lettera aperta rivolta al pubblico. Non un addio, ma una pausa necessaria per ripensare il futuro di uno dei festival di teatro di strada più longevi e apprezzati d’Italia. Di seguito il messaggio integrale degli organizzatori.
“L’anno passato Ibla buskers ha celebrato il 30esimo anniversario. È difficile spiegare cosa possa significare per chi l’ha sempre organizzata questo traguardo. Un festival che ha resistito alle vicende del nostro paese, un festival che oggi è tra le più antiche manifestazioni d’Italia nel suo campo. Conosciuta e rispettata in campo internazionale Ibla Buskers è cresciuta nei decenni arricchendo la proposta degli spettacoli di teatro di strada con quelli dell’emergente circo contemporaneo. Ibla Buskers ha legato il segreto della sua longevità al cambiamento, all’evoluzione della proposta artistica che ha seguito la crescita del movimento artistico internazionale e di pari passo lo sviluppo del pubblico sempre più competente e quindi esigente. Lontano dai budget italiani dedicati a manifestazioni storiche che coinvolgono decine di migliaia di spettatori, anni luce dai budget europei il festival ha fatto della sua precarietà il punto di forza. I progetti speciali hanno dato vita a spettacoli di grande formato per ampliare le platee. Il pubblico è stato al gioco, ha accettato tutte le sfide proposte dalla direzione artistica e ha risposto sempre con entusiasmo ed energia vitalizzante, come quando il festival decise di fare le valigie alla ricerca di una identità perduta, nelle incomprensioni, nelle chiusure, nelle spallucce di chi il festival lo ospita, lo pensa eterno, lo sente dovuto. 
Trent’anni e più di 500 compagnie da tutto il pianeta. Una vita, la nostra e quella vostra: del pubblico. Di quando venivate a Ibla con i vostri genitori e adesso siete lì con i figli, qualcuno con i nipoti. A voi dobbiamo questa lettera con cui vi comunichiamo che Ibla Buskers quest’anno non si terrà. Il perché chi conosce il festival se lo può immaginare. Chi non lo conosce può inventarselo. Noi vi diremo soltanto che siamo stremati. Felici, ma stanchi. Abbiamo bisogno di una pausa, per capire le nuove direzioni, per tirare a secco il nostro vascello e rifare lo scafo, le alberature, cucire nuove vele. Nessuno potrà farci cambiare idea. Per tornare a navigare nelle alte acque dell’arte dobbiamo riorganizzarci, trovare nuove energie, motivazioni, ragioni di esistere. Ci vediamo presto la, se avete voglia presto vi diremo come potrete aiutarci, raggiungerci, unirvi a noi, per tornare a navigare altri 30 anni insieme”. 

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