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Quando la prevenzione salva il territorio: il piano dell’ESA per difendere la Sicilia dalle alluvioni
23 Lug 2026 12:46
La prevenzione diventa la principale arma della Sicilia contro il dissesto idrogeologico. È questa la strategia portata avanti dall’Ente Sviluppo Agricolo della Sicilia (ESA), che ha avviato un articolato piano di manutenzione dei corsi d’acqua con l’obiettivo di ridurre il rischio di esondazioni, mettere in sicurezza le aree più vulnerabili e garantire maggiore protezione a cittadini, imprese agricole e infrastrutture.
Un cambio di passo che restituisce all’ESA un ruolo centrale nella tutela del territorio regionale, attraverso interventi programmati e una valorizzazione delle competenze tecniche interne. Un percorso sostenuto dal Governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani e dall’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino.
Oltre 60 chilometri di corsi d’acqua risagomati: il piano dell’ESA contro il rischio alluvioni
I numeri del progetto evidenziano la portata degli interventi realizzati. Sono oltre 60 i chilometri di corsi d’acqua risagomati dall’Ente Sviluppo Agricolo, con attività mirate alla riduzione del rischio idrogeologico e alla protezione delle aziende agricole siciliane.
«Il progetto completamento degli interventi rafforza l’impegno della Regione nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella tutela dell’agricoltura siciliana – afferma l’assessore Luca Sammartino –. Investire nella prevenzione significa salvaguardare il territorio, sostenere gli agricoltori e utilizzare in modo più efficace le risorse pubbliche».
Gli interventi hanno riguardato la pulizia degli alvei fluviali, la rimozione della vegetazione infestante e dei materiali che impedivano il corretto deflusso delle acque, oltre al ripristino delle condizioni di sicurezza lungo diversi corsi d’acqua dell’Isola.
ESA protagonista della sicurezza del territorio siciliano
Il rilancio dell’Ente Sviluppo Agricolo punta a trasformare la manutenzione ordinaria in uno strumento strutturale di difesa del territorio.
«L’Ente Sviluppo Agricolo ha dimostrato di poter svolgere un ruolo fondamentale non soltanto a sostegno dell’agricoltura, ma anche nella tutela e nella sicurezza del territorio siciliano», sottolinea il commissario straordinario dell’ESA Carlo Turriciano.
Secondo Turriciano, il rilancio dell’Ente nasce da una visione che mette al centro prevenzione, sicurezza e competenze professionali.
«Il presidente della Regione Renato Schifani ha creduto con convinzione nel rilancio dell’ESA, condividendo una visione moderna che mette al centro la prevenzione e la sicurezza del territorio. Allo stesso modo desidero ringraziare l’assessore Luca Sammartino, che ha creduto nelle capacità dell’Ente e nelle competenze del nostro personale».
Manutenzione e prevenzione contro gli effetti dei cambiamenti climatici
Dal momento dell’insediamento alla guida dell’Ente, Turriciano ha avviato un percorso di riorganizzazione volto a valorizzare tecnici e operatori dell’ESA, puntando sulla manutenzione programmata come risposta concreta ai cambiamenti climatici e agli eventi meteorologici estremi.
Una scelta strategica in una regione sempre più esposta a fenomeni intensi, dove interventi tempestivi sui corsi d’acqua possono fare la differenza nella prevenzione dei danni.
Gli interventi realizzati hanno già prodotto risultati concreti, migliorando la capacità di deflusso delle acque e riducendo il rischio di criticità durante le precipitazioni più intense.
“La manutenzione non è una spesa, ma un investimento”
Il commissario dell’ESA ribadisce il valore della prevenzione come elemento centrale nelle future politiche di gestione del territorio.
«Abbiamo dimostrato che quando un ente pubblico viene messo nelle condizioni di lavorare, con risorse adeguate e obiettivi chiari, riesce a fornire risposte tempestive ed efficaci», evidenzia Turriciano.
Un risultato reso possibile, aggiunge, «grazie all’impegno dei nostri tecnici, degli operai e di tutto il personale dell’ESA, che ogni giorno opera con professionalità e spirito di servizio».
La linea guida per il futuro è chiara: intervenire prima dell’emergenza.
«La manutenzione non è una spesa, ma un investimento. Ogni euro destinato alla prevenzione evita costi enormemente superiori che derivano dalle emergenze e dai danni provocati dalle alluvioni».
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