Passaggio a livello di via Paestum: Ragusa va al TAR contro RFI. E’ scontro sul futuro della viabilità cittadina

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Il futuro del passaggio a livello tra via Paestum e via Colajanni torna al centro del dibattito politico e amministrativo a Ragusa. La Giunta comunale ha deciso di costituirsi davanti al TAR di Catania per contrastare il ricorso presentato da Rete Ferroviaria Italiana, che chiede la soppressione definitiva dell’attraversamento ferroviario sulla base degli impegni previsti dalla convenzione sottoscritta nel 1996.

Una scelta definita strategica dall’amministrazione, che intende difendere le proprie ragioni in una vicenda che da quasi trent’anni rappresenta uno dei nodi più complessi della mobilità cittadina.

La delibera è stata approvata all’unanimità dalla Giunta ed è stata dichiarata immediatamente esecutiva. La rappresentanza dell’Ente in giudizio è stata affidata al sindaco, mentre la difesa sarà curata dall’avvocato comunale Sergio Boncoraglio.

RFI accusa il Comune: contestato un presunto inadempimento

Nel ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale, RFI contesta al Comune di Ragusa un presunto “grave inadempimento” rispetto agli obblighi assunti con la convenzione del 1996.

La società ferroviaria avrebbe inoltre richiesto il risarcimento dei danni ritenuti conseguenti alla mancata soppressione del passaggio a livello.

Il confronto si concentra dunque su un tema che coinvolge sicurezza ferroviaria, responsabilità amministrative e organizzazione della viabilità urbana.

Da una parte c’è la necessità di adeguare la rete ferroviaria agli standard di sicurezza richiesti, dall’altra il timore che una chiusura senza adeguate opere alternative possa creare pesanti ripercussioni sulla mobilità cittadina.

Un nodo strategico per quartieri e servizi essenziali

Il passaggio a livello di via Paestum e via Colajanni rappresenta da anni un collegamento importante per numerose zone della città.

L’eventuale eliminazione dell’attraversamento, senza la realizzazione di infrastrutture sostitutive, potrebbe avere conseguenze rilevanti sui collegamenti con alcune aree residenziali e sui percorsi utilizzati quotidianamente dai cittadini.

Tra gli aspetti più delicati c’è anche quello legato alla gestione delle emergenze e all’accessibilità verso servizi strategici, compreso il collegamento con l’area ospedaliera.

Il tema delle alternative infrastrutturali — sottopassi, cavalcavia o altre soluzioni viarie — resta quindi il punto centrale di una discussione che si trascina da anni senza una soluzione definitiva.

Il TAR chiamato a decidere sul futuro dell’attraversamento

La costituzione in giudizio del Comune apre una nuova fase della controversia. La prima tappa sarà la Camera di Consiglio fissata per il 22 luglio, quando il TAR di Catania entrerà nel merito delle questioni sollevate.

La vicenda potrebbe dunque segnare un passaggio decisivo per il futuro della mobilità ragusana, riportando al centro la necessità di individuare una soluzione capace di coniugare sicurezza ferroviaria e tutela delle esigenze dei residenti.

Firrincieli: “Senza interventi il problema è tornato alla luce”

Sul tema è intervenuto anche il consigliere comunale Sergio Firrincieli, che ha riportato l’attenzione sul percorso politico seguito negli ultimi anni.

Secondo Firrincieli, il Consiglio comunale aveva già evidenziato la necessità di adottare misure per migliorare la sicurezza e rendere più fluida la circolazione nell’area, ma tali indirizzi non sarebbero stati concretizzati.

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