Legambiente tuona sul Parco degli Iblei: “Dopo la sentenza del Tar ogni nuovo confronto è inutile. Ora va solo istituito”

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La partita sul Parco Nazionale degli Iblei, secondo Legambiente, non si gioca più sul terreno del confronto politico ma su quello dell’esecuzione di una decisione giudiziaria. È questa la posizione espressa dai circoli ragusani dell’associazione ambientalista – “Il Carrubo” di Ragusa, “Kiafura” di Scicli, “Sikelion” di Ispica e “Melograno” di Modica – dopo il tavolo convocato dalla presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari.

Un’iniziativa alla quale Legambiente ha comunque preso parte, pur ritenendola ormai priva di effetti concreti. Secondo l’associazione, infatti, la recente sentenza del Tar di Catania avrebbe ormai chiuso definitivamente una vicenda che si trascina da diciotto anni.

“La politica ha avuto diciotto anni, ora decide il diritto”

Nel documento diffuso dai quattro circoli si sostiene che il pronunciamento del giudice amministrativo abbia segnato un punto di non ritorno. Per Legambiente, il Tar avrebbe accertato l’illegittimità dell’inerzia amministrativa che ha impedito fino a oggi la conclusione dell’iter istitutivo del Parco, stabilendo che il procedimento debba essere portato a termine.

Da qui la convinzione che ogni ulteriore tavolo di confronto, verifica o consultazione non possa più modificare il quadro giuridico.

“La politica siciliana – sostengono gli ambientalisti – ha dimostrato in quasi vent’anni di non essere stata capace di assumere una decisione definitiva, riaprendo continuamente il confronto senza arrivare mai all’atto conclusivo.”

Particolarmente dura è la valutazione sull’ipotesi, emersa nel corso del confronto istituzionale, di chiedere al Parlamento nazionale l’abrogazione della legge che prevede l’istituzione del Parco degli Iblei.

Per Legambiente sarebbe “un gravissimo passo indietro”, che farebbe perdere un’occasione irripetibile di tutela ambientale e sviluppo del territorio, oltre a dare un’immagine negativa della Sicilia come regione incapace di portare a compimento un percorso avviato quasi vent’anni fa.

“Il Parco non aggiunge nuovi vincoli”

Nel documento i circoli ribadiscono anche la loro posizione sul merito del progetto, ricordando come il Parco interessi un’area di elevato valore naturalistico, caratterizzata dalla presenza di numerosi Siti di Interesse Comunitario e Zone Speciali di Conservazione.

Secondo Legambiente, il Parco non introdurrebbe nuovi vincoli sostanziali rispetto a quelli già previsti dalla pianificazione paesaggistica provinciale, fatta eccezione per il divieto di utilizzo dei fitofarmaci, con le deroghe previste dalla normativa nazionale.

L’istituzione dell’area protetta, sostengono gli ambientalisti, rappresenterebbe invece uno strumento per contrastare lo spopolamento delle aree interne e impedire attività come nuove escavazioni, ricerche di idrocarburi e caccia.

Nel passaggio finale del documento, Legambiente afferma che il “copione” fatto di rinvii e mancate decisioni sarebbe ormai concluso proprio dalla sentenza del Tar di Catania.

Per questo motivo i quattro circoli annunciano che continueranno a sostenere l’attuazione della decisione del giudice amministrativo, convinti che il Parco Nazionale degli Iblei verrà istituito e che i benefici ricadranno sull’intero territorio.

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