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Gianluca Caputo al Premio Ragusani nel Mondo 2026: da Vittoria ai grandi palcoscenici della cultura europea
13 Lug 2026 16:31
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Il talento siciliano che conquista l’Europa sarà protagonista della 31ª edizione del Premio Ragusani nel Mondo, in programma sabato 25 luglio in Piazza Libertà a Ragusa. Tra le personalità che riceveranno il prestigioso riconoscimento figura infatti Gianluca Caputo, architetto originario di Vittoria che, attraverso un percorso professionale di assoluto rilievo, è diventato uno dei protagonisti della progettazione e del restauro di alcuni dei più importanti luoghi della cultura francese.
La manifestazione, promossa dall’associazione Ragusani nel Mondo, continua a valorizzare donne e uomini legati al territorio ibleo che hanno saputo distinguersi in Italia e all’estero grazie alle proprie competenze, contribuendo a diffondere nel mondo l’eccellenza della Sicilia.
Dalla formazione in Sicilia all’esperienza internazionale
Nato a Vittoria nel 1979 e profondamente legato anche a Marina di Ragusa, Gianluca Caputo ha costruito il proprio percorso partendo dal Liceo Classico “Salvatore Cannizzaro”, per poi scegliere l’Università Iuav di Venezia, dove si laurea in Architettura sviluppando una formazione capace di coniugare cultura umanistica e innovazione progettuale.
Già nel 2004 arriva una prima importante affermazione con la partecipazione alla 9ª Biennale di Architettura di Venezia, grazie al progetto per la riqualificazione ambientale della Cassa di Colmata A realizzato insieme al Dipartimento di Progettazione Architettonica dello Iuav diretto dal professor Giancarlo Carnevale. Un’esperienza destinata a rappresentare il trampolino di lancio verso una carriera internazionale.
La crescita professionale a Parigi con Clé Millet architectes
Il salto decisivo arriva nel 2011, quando Caputo si trasferisce a Parigi entrando nello studio Clé Millet architectes, realtà specializzata nella progettazione e nel recupero di teatri, musei, conservatori, sale da concerto e spazi dedicati alle arti.
Grazie alle sue competenze e alla capacità di coordinare progetti complessi, in pochi anni diventa associato dello studio, assumendo un ruolo centrale nella direzione di interventi che riguardano alcuni degli edifici culturali più prestigiosi della Francia.
Dai Folies Bergère all’Opéra Bastille: una firma sui simboli della cultura francese
Nel corso della sua carriera Gianluca Caputo ha contribuito al restauro degli esterni delle storiche Folies Bergère, alla ristrutturazione e all’ampliamento del Théâtre Marigny sugli Champs-Élysées e al recupero della sala ad acustica variabile dell’IRCAM, una delle opere progettate da Renzo Piano.
Negli ultimi anni il suo lavoro si è esteso ad alcuni dei principali poli culturali europei, tra cui l’Opéra Bastille, il Conservatorio Nazionale di Musica e Danza di Parigi e il Théâtre National de la Danse de Chaillot, punto di riferimento internazionale per la danza contemporanea.
A confermare il prestigio raggiunto è anche il successo ottenuto nel 2025 dallo studio Clé Millet architectes, vincitore del concorso per la ristrutturazione della torre scenica del Palais Garnier, storica sede dell’Opéra National de Paris, uno dei teatri più iconici al mondo.
Una visione dell’architettura tra qualità, innovazione e sostenibilità
L’attività di Gianluca Caputo si distingue per un approccio progettuale che mette al centro qualità architettonica, flessibilità degli spazi e sostenibilità, interpretata non soltanto come efficienza ambientale ma anche come capacità degli edifici di evolversi e adattarsi alle esigenze delle nuove generazioni.
Parallelamente alla professione porta avanti un’intensa attività di ricerca e divulgazione attraverso conferenze, congressi e pubblicazioni dedicate all’architettura teatrale, contribuendo al dibattito internazionale sul futuro degli spazi destinati alla cultura e allo spettacolo.
Un riconoscimento che celebra il legame con la Sicilia
Nonostante una carriera costruita tra i grandi palcoscenici culturali d’Europa, Gianluca Caputo continua a mantenere un rapporto profondo con la Sicilia e con il territorio ibleo, che considera ancora oggi una fonte di ispirazione per il proprio lavoro.
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