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L’abbraccio dopo un secolo: i genitori della Beata Maria Candida riposano a Ragusa
09 Lug 2026 12:12
Con la celebrazione della Santa Messa di suffragio e la successiva tumulazione nella cappella dei Padri Carmelitani del cimitero di Ragusa si è concluso oggi il ritorno nella città iblea delle spoglie di Pietro Barba e Giovanna Florena, genitori della Beata Maria Candida dell’Eucaristia. Un momento carico di significato religioso e storico, vissuto dalla comunità delle Carmelitane Scalze, dai fedeli e dai familiari della Beata, che hanno preso parte alla cerimonia presieduta dal vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa.
Il trasferimento delle spoglie da Palermo, avvenuto ieri, conclude un lungo iter amministrativo avviato dopo l’esproprio della tomba di famiglia nel capoluogo siciliano. Un percorso fortemente voluto dalla madre superiora del monastero, suor Paola, e sostenuto dalla Diocesi di Ragusa, con l’obiettivo di ricongiungere idealmente la Beata ai suoi genitori nella città che ha segnato la sua vita religiosa.
Determinante è stato anche il contributo dei discendenti della famiglia Barba. Tra questi Amalia Barba, pro-pronipote della Beata, che insieme al padre Giancarlo ha collaborato alla ricostruzione genealogica e alle procedure necessarie per il recupero delle spoglie. Proprio Amalia aveva raccontato come la famiglia avesse scoperto soltanto in occasione della beatificazione, nel 2004, il legame di parentela con Maria Barba, dopo una telefonata giunta dal Vaticano che inizialmente sembrò addirittura un errore.
Pietro Barba, illustre magistrato palermitano, fu Primo Consigliere di Cassazione e presidente della Corte d’Appello. Morì nel 1904; dieci anni dopo si spense la moglie Giovanna Florena. Da oggi riposano a Ragusa, accanto alla memoria della figlia che, dopo aver lasciato Palermo nel 1919, entrò nel Carmelo di Ragusa assumendo il nome di suor Maria Candida dell’Eucaristia e guidando il monastero come priora dal 1924 al 1947. La religiosa, nata a Catanzaro nel 1884 durante un periodo di servizio del padre in Calabria, venne beatificata da san Giovanni Paolo II il 21 marzo 2004 dopo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione.
Per suor Paola, che ha seguito personalmente tutta la vicenda nonostante i suoi 82 anni, il ricongiungimento rappresenta il coronamento di un desiderio coltivato a lungo. «È un momento storico», aveva dichiarato alla vigilia dell’arrivo delle spoglie, sottolineando come non pensasse di riuscire a riportare insieme la Beata e i suoi genitori.
L’attenzione attorno alla figura della Beata Maria Candida dell’Eucaristia resta oggi particolarmente viva anche per la causa di canonizzazione. Al vaglio del Dicastero delle Cause dei Santi vi è infatti il presunto miracolo avvenuto il 15 gennaio 2007 nel monastero del Carmelo di Ragusa, quando, secondo la testimonianza delle religiose, le ostie consacrate presenti nella pisside si sarebbero moltiplicate permettendo di comunicare tutti i fedeli presenti alla celebrazione. Si tratta dell’episodio sul quale la Chiesa continua il proprio approfondimento in vista di un eventuale riconoscimento ufficiale.
Con la tumulazione celebrata questa mattina si chiude così una vicenda iniziata anni fa e che restituisce a Ragusa un importante tassello della storia della Beata Maria Candida dell’Eucaristia. Un gesto che va oltre il semplice trasferimento delle spoglie e che assume il valore simbolico di un ricongiungimento familiare, nel luogo in cui Maria Barba maturò la propria vocazione, visse gran parte della sua esistenza e lasciò un’eredità spirituale che ancora oggi richiama fedeli da tutta la Sicilia e non solo. Foto di Salvo Bracchitta.

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