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Etna e voli bloccati a Catania: perché tanti aerei sono stati dirottati a Palermo e non a Comiso? Cancellate alcune iniziative culturali
05 Lug 2026 18:11
L’eruzione dell’Etna, unita allo sciopero nazionale del trasporto aereo, ha trasformato quella di oggi in una giornata complicatissima per migliaia di viaggiatori diretti in Sicilia. Voli cancellati, ritardi, attese interminabili e dirottamenti hanno creato un effetto domino che ha coinvolto turisti, siciliani di ritorno a casa e chi, semplicemente, doveva raggiungere l’Isola per lavoro o per partecipare a eventi programmati da tempo.
L’aeroporto di Catania-Fontanarossa ha dovuto limitare gli arrivi a causa della nube di cenere vulcanica prodotta dall’attività dell’Etna. La Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, ha disposto la chiusura del settore B2 dello spazio aereo e la riduzione degli atterraggi consentiti, con inevitabili ripercussioni sull’operatività dello scalo.
Alcuni voli sono stati correttamente dirottati all’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, distante poco più di cento chilometri da Catania e naturale aeroporto alternativo della Sicilia orientale. La foto che pubblichiamo a corredo di questo articolo, racconta proprio questi arrivi (tratta da Facebook Sicilia in Volo). Molti altri, però, sono finiti a Palermo, costringendo centinaia di passeggeri ad affrontare un ulteriore viaggio di oltre duecento chilometri per raggiungere la destinazione originaria.
Una situazione che ha provocato non poche proteste. Chi è atterrato nel capoluogo siciliano si è trovato a dover cercare autobus, treni o auto a noleggio per attraversare l’isola, spesso sotto temperature elevate e con collegamenti che, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza, non brillano certo per rapidità o frequenza.
Per molti il viaggio non è terminato con l’atterraggio, ma è proseguito per altre tre o quattro ore prima di arrivare a Catania, Siracusa, Ragusa o nelle altre località della Sicilia orientale.
I disagi hanno avuto ripercussioni anche sul calendario degli eventi culturali.
A Caltagirone è stata annullata la serata del festival jazz in programma oggi perché gli artisti non sono riusciti a raggiungere la città.
Stessa sorte a Modica, dove la quinta edizione del Festival Letterario Scenari ha dovuto cancellare l’incontro previsto questa sera con la scrittrice Alessia Gazzola. L’autrice era pronta a partire dall’aeroporto di Verona quando il volo diretto a Catania è stato cancellato a causa dello sciopero e delle limitazioni imposte dall’attività dell’Etna.
Di conseguenza è stata rinviata a data da destinarsi la presentazione del suo ultimo romanzo, Miss Bee & il giardino avvelenato, dedicato alle nuove avventure di Beatrice Bernabò.
È evidente che l’eruzione di un vulcano non possa essere controllata e che lo sciopero abbia ulteriormente aggravato una situazione già complessa. Ma una domanda, inevitabilmente, resta.
Perché soltanto una parte dei voli è stata fatta atterrare a Comiso, aeroporto gestito dalla stessa società che amministra Fontanarossa e che, per posizione geografica, rappresenta la naturale alternativa per la Sicilia sud-orientale? Le compagnie aeree operano le proprie scelte in autonomia e possono esserci motivazioni organizzative o operative che il pubblico non conosce, questioni di sicurezza. Si parla anche, da tempo, di limiti strutturali e di disponibilità di personale nello scalo casmeneo, ma sono aspetti che non risultano confermati ufficialmente nel caso specifico di oggi.
Quello che, invece, è certo è ciò che hanno vissuto centinaia di passeggeri: atterrare a Palermo anziché a Comiso ha significato aggiungere ore di viaggio, spese impreviste, coincidenze perse, appuntamenti saltati e vacanze iniziate nel peggiore dei modi.
Ai cittadini e ai viaggiatori interessa relativamente capire di chi sia la competenza o quale sia il motivo tecnico dietro una decisione del genere. Chi parte o arriva in Sicilia si aspetta che, nelle situazioni di emergenza, il sistema aeroportuale regionale funzioni come una rete e riesca a limitare quanto più possibile i disagi. Individuare le soluzioni e organizzare un “piano B” efficace non spetta ai passeggeri, ma a chi ha la responsabilità di gestire infrastrutture e trasporti. Perché se Comiso esiste anche come aeroporto alternativo di Fontanarossa, è inevitabile chiedersi se oggi non avrebbe potuto svolgere un ruolo ancora più centrale.
Aggiornamento ore 17,40
Intanto oggi pomeriggio la SAC ha comunicato che la situazione all’aeroporto di Catania resta in continua evoluzione. A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e del continuo spostamento della nube di cenere vulcanica, le limitazioni ai voli in arrivo e in partenza vengono aggiornate costantemente in base all’evolversi delle condizioni.
La società di gestione dello scalo invita tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di raggiungere l’aeroporto. Ulteriori aggiornamenti saranno diffusi nelle prossime ore.
La denuncia del consigliere comunale di Ragusa, Federico Bennardo
Tra le persone dirottate a Palermo anche il consigliere comunale di Ragusa, Federico Bennardo. In un video sui social racconta la sua esperienza personale e denuncia i disagi arrecati soprattutto a passeggeri anziani, costretti adesso a viaggiare per circa 3 ore per tornare in Sicilia orientale. “Cambierà mai questa Sicilia?”, si chiede amareggiato e retoricamente, lo stesso Bennardo.
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