Anziano truffato a Ispica; raggirato da coppia che gli spilla 75mila euro

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La storia ha dell’incredibile e la vittima, un anziano agricoltore ispicese, forse solo ora ha iniziato a realizzare quanto subdolamente abbiano agito i presunti truffatori. Partiamo dall’origine. L’anziano aveva affidato i suoi risparmi ad un operatore finanziario che raccolti 6 milioni di euro da piccoli risparmiatori – per semplificare – aveva fatto sparire quei risparmi lasciando nella disperazione diversi nuclei famigliari. Era il 2019. Quel procedimento penale si è concluso con la prescrizione del reato. L’anziano in quella operazione aveva investito i risparmi di una vita intera, circa 160mila euro e non si dava pace. Raccontava in paese, a Ispica, di quei soldi che voleva recuperare, di quei risparmi che gli avrebbero consentito una vecchiaia serena. E così, è iniziato un nuovo incubo. 

L’inizio della presunta truffa 

Un suo conoscente gli avrebbe detto “so io chi ti può aiutare”. Trecento euro chiesti all’agricoltore per presentargli quello che, secondo le indagini condotte, sarebbe diventato il suo incubo peggiore. L’anziano con la prospettiva di recuperare la somma maggiore, pian piano è finito in un vortice da cui ancora oggi non è riuscito ad uscire: oltre 75.000 euro truffati da una coppia a partire dal 2020. In tre sono finiti a giudizio, davanti al Tribunale monocratico di Ragusa: marito e moglie (50 e 64 anni difesi dall’avvocato Iwan Pediglieri) e chi li ha fatti conoscere all’anziano (un 46enne difeso dall’avvocato Giovanni Bruno). L’agricoltore si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Robin Giannone. Ci volevano 300 euro per iniziare e poi 400 euro al mese affinché il 50enne che avrebbe vantato conoscenze dirette con personaggi dell’alta finanza ma anche con la criminalità organizzata, potesse riuscire a fargli restituire quei 160mila euro, e l’anziano pagava. 

Il meccanismo diabolico

La somma inizia a crescere per la collaborazione di un falso avvocato di Milano e il mensile diventa di 600 euro e si aggiunge una messa in scena: l’anziano viene portato a Siracusa dove infila una busta di soldi contanti in una cassetta postale per quel fantomatico avvocato di Milano. Siamo nel 2022. Il cinquantenne fa parlare al telefono l’anziano con l’avvocato milanese e la conclusione è che la somma mensile diventa di 1100 euro. Nel 2023 arriva un altro avvocato, stavolta irlandese. Il compenso solo per quest’altro fantomatico legale che concede una rateizzazione, sarà di 6600 euro metà con bonifici al 50enne e altra metà in contanti, sempre al cinquantenne. Storia finita? No. Il cinquantenne nel 2021 paventa difficoltà economiche per la malattia della sorella e chiede all’anziano di farsi garante per due prestiti. Il primo per comprare una macchina e il secondo per un maxi prestito che sfiora i 28mila euro; e nel 2022 altri 7000 euro, per curare la sorella malata. Nel 2023 altri 5000 euro; stavolta il 50enne lo fa parlare sempre al telefono, addirittura con il direttore della Banca d’Italia. L’anziano si convince, quella voce, ovviamente un complice o una persona che si è prestata a circuire l’anziano, gli dice che i soldi, i 160mila euro erano stati sbloccati ma servivano altri adempimenti. Insomma, negli anni, oltre alla prima truffa caduta in prescrizione, che l’anziano ha subìto, anche quella volta ad opera di persona di cui si fidava, un altro buco da 75.000 euro che mette in ginocchio l’anziano che stenta a credere di esserci cascato. Sul lastrico, decide di denunciare. Il processo è iniziato; l’anziano ha testimoniato in aula, raccontando quanto gli è accaduto, con pudore e forse realizzando, nel racconto, quanto male gli abbiano fatto. I due uomini hanno precedenti specifici e recidiva, la donna è incensurata. La verità processuale emergerà dal dibattimento che è appena iniziato davanti al Tribunale monocratico di Ragusa. Lui intanto continua a pagare le rate del prestito non onorate dal 50enne e di cui si era fatto garante.      

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