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Agrivoltaico: il modello ragusano di Serra Archimede scelto per la Silicon Valley
03 Lug 2026 20:03
Dal cuore della fascia trasformata ragusana fino alla Silicon Valley. Il progetto Serra Archimede, sviluppato da Regran, è stato selezionato da Innovit, l’Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco promosso dal Ministero degli Affari Esteri, che individua e valorizza le migliori tecnologie italiane con potenziale di sviluppo internazionale.
Il riconoscimento è stato annunciato in occasione di “Coltiviamo Energia”, l’evento organizzato a Ragusa da Regran per presentare gli sviluppi del progetto e fare il punto sulle prospettive dell’agrivoltaico avanzato. Un appuntamento che ha richiamato circa 120 imprenditori e stakeholder provenienti da tutta Italia, compresi operatori del Centro e del Nord, a conferma dell’interesse crescente verso un modello che punta a integrare produzione agricola e produzione energetica.
L’obiettivo di Serra Archimede è superare quello che per anni è stato considerato un limite dell’agrivoltaico: la convivenza tra pannelli fotovoltaici e coltivazioni in serra. Il sistema sviluppato in provincia di Ragusa propone invece un’infrastruttura nella quale agricoltura ed energia non sono più in competizione, ma convivono nello stesso spazio, consentendo di produrre contemporaneamente alimenti ed energia rinnovabile.
Un progetto che ha raccolto anche il sostegno delle istituzioni regionali. Presente all’incontro l’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, che ha evidenziato il ruolo strategico dell’iniziativa nell’ambito della transizione energetica della Sicilia.
«”Coltiviamo Energia” è un’iniziativa importante – ha dichiarato – che alimenta la transizione energetica di cui la Sicilia è protagonista. In Commissione Ambiente stiamo lavorando al disegno di legge sull’Energia, che individuerà aree idonee e ambiti di accelerazione attraverso un percorso autorizzativo semplificato. L’agrivoltaico avanzato rappresenta uno di questi ambiti e il modello di Serra Archimede realizza una sintesi efficace tra agricoltura e produzione energetica».
A sostenere la validità scientifica del progetto è anche il Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania. Il professor Cherubino Leonardi, che negli ultimi anni ha seguito lo studio del sistema, ha sottolineato come l’agrivoltaico rappresenti «una grande opportunità per integrare produzione agricola, energia e sostenibilità», evidenziando però la necessità che ogni impianto venga progettato sulla base delle esigenze delle diverse colture. «Il successo di questo modello – ha aggiunto – dipende dalla collaborazione tra ricerca scientifica, imprese e operatori del settore».
L’iniziativa ha ottenuto il pieno sostegno anche delle principali organizzazioni agricole e imprenditoriali.
Per Rosario Marchese Ragona, presidente di Confagricoltura Sicilia, il progetto rappresenta «qualcosa di innovativo per l’agricoltura siciliana», capace di coniugare le esigenze della produzione agricola con quelle della transizione energetica.
Anche Santo Di Maria, direttore generale di Coldiretti Siracusa-Ragusa, ha ribadito il supporto dell’associazione: «Siamo dalla vostra parte. Questo sistema non ruba neppure un centimetro di terra all’agricoltura».
Particolarmente significativo anche l’intervento di Roberto Franchina, consigliere delegato per le Politiche strategiche per il Mezzogiorno e presidente della Piccola Industria di Confindustria Sicilia, che ha rivelato come il progetto abbia ricevuto importanti apprezzamenti anche a livello ministeriale.
«Nella categoria di appartenenza – ha spiegato – il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica lo ha giudicato la migliore proposta nazionale tra quelle presentate, comprese quelle di grandi aziende italiane e internazionali. Anche la relazione tecnica ministeriale contiene parole di apprezzamento sia per gli obiettivi del progetto sia per il modello organizzativo adottato».
Durante l’evento sono stati illustrati anche i risultati raggiunti dall’infrastruttura, che punta ora a trasformarsi in un vero hub tecnologico scalabile. La giornata si è conclusa con una visita alla prima Serra Archimede realizzata a Punta Secca dalla BEE Srl dell’imprenditore Michele Bitetti.
Il CEO di Serra Archimede, Arturo Arezzo, ha sottolineato la portata del progetto: «La nostra missione è portare una vera rivoluzione nella fascia trasformata. Abbiamo presentato dati e risultati concreti. La selezione da parte di Innovit ci rende orgogliosi ma ci responsabilizza ancora di più nel portare avanti progetti che possano cambiare il futuro del sistema agricolo nazionale».
Guardando ai prossimi sviluppi, il CEO di Regran, Marco Anfuso, ha evidenziato la rapida crescita del progetto. «L’anno scorso il nostro prototipo occupava 360 metri quadrati, oggi siamo arrivati a un ettaro e cento. Il prossimo anno realizzeremo una nostra serra nella Valle delle Rinnovabili. Parallelamente stiamo sviluppando nuove tecnologie legate alle batterie, all’intelligenza artificiale, all’idrogeno verde e ai data center, con l’obiettivo di utilizzare al meglio l’energia prodotta e valorizzarla anche attraverso la disponibilità di GPU offerte dal sistema Serra Archimede».




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