Rivoluzione politica ad Acate: Irene Tidona “divorzia” dal sindaco Gianfranco Fidone

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Irene Tidona lascia la maggioranza. La consigliera comunale di Acate, che fa parte del gruppo “Re-Attiva Acate” (fondato dall’ex assessore Giuseppe Raffo) prende le distanze dalla giunta guidata dal sindaco Gianfranco Fidone.

La giovane consigliera comunale, che nelle elezioni di secondo livello dello scorso anno è stata eletta anche al consiglio provinciale (prima rappresentante di Acate a Viale del Fante) spiega di voler mantenere la propria indipendenza e di non aver accettato l’invito del sindaco a confluire nel Movimento per l’Autonomia, cui Fidone ha aderito quasi due mesi fa. “Mi è stato posto un aut-aut inaccettabile – spiega Tidona – rinnegare la mia appartenenza politica e confluire nell’MPA per mantenere l’assessorato. La mia risposta è stata, e sarà sempre, un no categorico. Non cambierò mai casacca per una poltrona”.

Tidona non ha accettato anche la scelta dell’assessore Daniele Gallo, finora espressione del suo gruppo politico e che invece ha accettato di rimanere al fianco del sindaco. Tidona prende le distanze e ribadisce che la sua è una scelta personale e non rappresenta il gruppo. “Da oggi la comunità politica che rappresento non avrà più una delegazione in giunta – spiega – La delusione più grande, tuttavia, non deriva dalle scelte del sindaco. Da chi decide di governare con questi metodi e con queste scorciatoie non potevo aspettarmi nulla di diverso. Quello che ferisce profondamente è la scelta umana e politica di Daniele Gallo. Daniele non occupava un posto qualsiasi: era l’assessore espresso dal nostro gruppo, dal nostro lavoro e dai sacrifici di amici, sostenitori e cittadini che hanno creduto in un modo pulito e lineare di fare politica. Nel momento del bisogno, anziché difendere la dignità di quel percorso e delle persone che lo hanno portato fin lì, ha scelto di blindare la propria posizione e salvaguardare l’incarico personale. Considero questo un grave tradimento della fiducia, dei patti politici e del rispetto verso la nostra intera comunità”.

 Irene Tidona non ha partecipato all’ultima seduta del consiglio comunale. Ha preferito fermarsi ed evitare atteggiamenti di facciata. Ma continuerà il suo percorso politico. “Io continuo il mio percorso a testa alta: libera, coerente e senza padroni. Oggi mi tolgono una rappresentanza in giunta, ma non potranno mai sottrarmi la credibilità, la dignità e il rispetto dei cittadini. Le poltrone passano. I giochi di potere finiscono. La coerenza resta”.

Fidone replica: “Sono dispiaciuto perché non sarà di certo il suo allontanamento dalla maggioranza a farmi cambiare idea su di lei: Irene è donna valida, professionista preparata e ottima consigliera comunale. Ho puntato sulla sua figura per la carica più elevata che Acate abbia mai espresso a livello provinciale: Irene è stata la prima consigliera provinciale eletta in prima battuta della storia di Acate. Su mia sollecitazione e su mia spinta politica, tutta la maggioranza, con esclusione di Fratelli d’Italia, ha puntato su di lei come nostra rappresentante provinciale”. Respinge le accuse di aver posto un aut aut per l’ingresso, insieme a lui, nel Movimento per l’Autonomia. “E la dimostrazione è data dal fatto che nessuno degli assessori e dei consiglieri è transitata nel partito a cui in cui ho deciso di rientrare, nemmeno Daniele Gallo”. E sull’assessore che ha scelto di rimanere in giunta mentre il suo gruppo politico e Irene Tidona hanno preso le distanze ribadisce. “Daniele Gallo, che gode della stima e della fiducia di tutta l’amministrazione, ha lavorato in maniera esemplare e il fatto che Acate sia un cantiere a cielo aperto lo dimostra”

Infine, accusa la consigliera di aver “fatto una scelta su cui lavoravi da tempo, scavando e generando scompensi di ogni sorta, tramando contro tutta l’amministrazione”.

La frattura, per il momento, sembra insanabile. Irene Tidona, insieme ad altri consiglieri provinciali, ha incontrato la presidente del Libero Consorzio Maria Rita Schembari, dando la disponibilità a collaborare per gli atti più importante dell’amministrazione provinciale”.

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