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Decreto flussi per favorire l’immigrazione clandestina; un indagato a Vittoria, respinge ogni addebito: “rubata partita iva inattiva da anni”
03 Lug 2026 15:03
Avrebbe ipotizzato il “furto” della sua partita iva, inattiva da 5 anni, il 42enne di Vittoria, coinvolto assieme ad altre 28 persone destinatarie di provvedimenti cautelari per “associazione per delinquere aggravata, finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” e di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato e continuato in concorso”, nell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla Procura della Repubblica di Taranto .
Secondo l’ipotesi accusatoria, un sistema strutturato, che sarebbe stato radicato a Taranto ma operativo anche in altre province tra cui Ragusa, avrebbe trasformato il Decreto Flussi in “meccanismo illecito finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, agevolando nel corso degli anni l’ingresso illegale di centinaia di cittadini extracomunitari”. Interrogato per rogatoria dal Gip di Ragusa, stamane il 42enne assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Daniele Scrofani ha negato qualunque suo coinvolgimento nella vicenda. Rispondendo alle domande del gip ha spiegato di essere stato effettivamente titolare di una partita iva, ma che la stessa è inattiva da cinque anni dal momento che lui da tempo lavora da dipendente. Nessuna avvisaglia del “furto” di quella partita iva utilizzata illecitamente; non ne ha avuto contezza fino al provvedimento di arresto che gli è stato notificato dalle autorità. L’uomo si trova ristretto agli arresti domiciliari. Il suo avvocato produrrà al gip di Lecce, una istanza per la revoca del provvedimento cautelare.
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