Le nanoplastiche sono state rilevate nel sangue umano e perfino nella placenta. Un tema sempre più centrale nel dibattito scientifico internazionale e che è arrivato anche al Parlamento Europeo, dove il professor Antonio Ragusa ha acceso i riflettori sui possibili rischi per la salute pubblica. Secondo gli studi presentati nel corso dell’incontro, le particelle di […]
ARRIVA LA MUSICA SENZA STRUMENTI E SOLO CON LA VOCE DI “PROGETTO “23” GRUPPO DI ABILITA’ “POWER VOICE”
28 Feb 2013 09:53
Il “Circolo Lebowski” torna a tingersi di nero. Riecco “Drugo in black”, la serata reggae nei locali di via Duca D’Aosta 5 a Ragusa con la voce come strumento musicale. Gli ospiti, venerdì 1 marzo, a partire dalle 22,30, saranno, infatti, i componenti del gruppo “Progetto 23”, un ensemble di abilità “power voice”, squisitamente affinate grazie all’utilizzo della bocca, delle corde vocali e del diaframma come strumenti meramente musicali. Considerato il quinto elemento dell’hip hop, il beat box è il leitmotiv della loro massima manifestazione artistica e grazie alle tecniche offerte da questa forma di espressione musicale, i P23, che arrivano da Catania, tendono a contaminare sonorità e stili componendo groove, metriche, melodie e armonie multisfaccettate, spaziando dal rap al soul, dal jazz al reggae, dall’electro al funky facendo della propria voce, e talvolta del proprio corpo inteso come cassa armonica, un congegno atto a riprodurre melodie, suoni e rumori utili alla composizione e all’arrangiamento dei brani.
Tra il battere e il levare di casse e rullanti, bass line, fiati, riff, scratch ed effetti tutti fedelmente riprodotti esclusivamente con la bocca senza l’ausilio di alcun macchinario da due beat boxer titolati, trovano il loro naturale, quasi disarmante, supporto un rapper e una cantante dalle corde angeliche, l’uno all’antitesi dell’altra, tra aggressività e dolcezza, abilità metriche e melodiche, ma convergenti nell’intento di completare il beat box in un sound insolito e particolare, ammaliante e spiazzante, semplice ma geniale, per rendere P23 una band più unica che rara nel suo genere, contribuendo a far apprezzare quest’arte spesso sottovalutata se non sconosciuta.
© Riproduzione riservata