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Padre e figlio detenevano ad Acate un arsenale. Tra le armi anche una pistola con silenziatore: condannati
22 Giu 2026 15:03
I carabinieri avevano scoperto un vero e proprio arsenale di armi clandestine; tra queste anche una pistola munita di silenziatore. Padre e figlio hanno patteggiato la pena. Il figlio era stato trovato in possesso di una doppietta calibro 12 con la matricola parzialmente abrasa, una pistola a salve modificata per poter sparare cartucce calibro 7.65 (aveva anche un caricatore con 3 cartucce); un’altra analoga arma stessa funzione e con un silenziatore (evidenza che creò ulteriore allarme negli inquirenti) e un revolver a salve smontato e con canna modificata che si presume potesse esplodere proiettili calibro 22. E poi una nutrita serie di munizioni: 4 caricatori vuoti per calibro 7.65, sette cartucce calibro 22, 49 cartucce calibro 7.65, una cartuccia calibro 380 automatica e 5 cartucce calibro 40. L’operazione venne portata a termine dai carabinieri di Acate a marzo 2024, con il supporto del personale dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sicilia”. Il tutto partì da un controllo all’interno di una azienda agricola acatese di proprietà di O.B. e O.G., padre e figlio. Nelle pertinenze dell’azienda agricola, all’interno di uno stabile adibito a magazzino, i militari trovarono circa 150 grammi di marijuana materiale per il confezionamento della sostanza. Poi nel corso della perquisizione anche le armi, un arsenale. In casa del padre, un’arma clandestina: un fucile semiautomatico calibro 12, una cartuccia calibro 16 a pallini, 167 cartucce calibro 12 a pallini e 77 cartucce calibro 20 a pallini. Davanti al gip Ivano Infarinato – pm Santo Fornasier – il figlio, difeso dall’avvocato Matteo Anzalone ha patteggiato a 3 anni di reclusione mentre il padre difeso dall’avvocata Franca Amarù ha patteggiato la pena a 2 anni e 3 mesi.
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