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Anche le PEC sotto attacco: boom di truffe e phishing, oltre 650 casi nel 2026
22 Giu 2026 09:42
La Posta Elettronica Certificata, da sempre considerata uno strumento sicuro e istituzionale, è sempre più nel mirino dei cybercriminali. Dal gennaio 2026 a oggi sono stati gestiti oltre 650 eventi legati a caselle PEC abusive o utilizzate per finalità illecite. Un dato allarmante che arriva dal monitoraggio del CERT-AGID e che conferma una crescita costante delle minacce informatiche veicolate attraverso questo canale.
Numeri che preoccupano e che spingono le associazioni dei consumatori, come Codici, a rilanciare l’allerta sulla necessità di maggiore attenzione da parte di cittadini, professionisti e imprese.
False fatture elettroniche: nuova campagna di phishing
Tra gli ultimi casi segnalati figura una nuova campagna di phishing individuata dall’Agenzia delle Entrate, che ha messo in guardia gli utenti da messaggi PEC apparentemente ufficiali ma in realtà provenienti da caselle compromesse.
Le comunicazioni contengono un allegato malevolo, spesso un archivio compresso, progettato per infettare i dispositivi o sottrarre dati sensibili. L’Agenzia ha chiarito la propria totale estraneità alle email in circolazione, invitando gli utenti a non aprire allegati sospetti e a verificare sempre la provenienza dei messaggi.
L’avviso dell’Agenzia delle Entrate
In caso di dubbi, l’Agenzia delle Entrate consiglia di consultare la sezione “Focus sul phishing” del proprio portale istituzionale oppure di utilizzare esclusivamente i contatti ufficiali disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it.
Un passaggio fondamentale per evitare di cadere in trappole sempre più sofisticate, che imitano con precisione la grafica e il linguaggio delle comunicazioni ufficiali.
Codici: “Attenzione ai link e ai mittenti”
Sulla vicenda interviene anche l’avvocato Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie dell’associazione Codici, che richiama alla prudenza.
«È importante controllare sempre l’indirizzo del mittente – spiega – e non cliccare mai di impulso sui link presenti nei messaggi. Bisogna valutare attentamente la reale necessità del contenuto e la sua provenienza».
La Votta sottolinea inoltre come molte violazioni derivino da precedenti data breach, spesso sottovalutati dagli utenti stessi: «L’uso malevolo della PEC deriva spesso da dati sottratti in precedenza e trascurati. Serve maggiore consapevolezza nella gestione delle comunicazioni digitali».
Un fenomeno in crescita costante
Secondo il CERT-AGID, il numero di eventi legati all’uso illecito della PEC è in costante aumento. Un trend che dimostra come i criminali informatici stiano puntando sempre più su strumenti percepiti come sicuri, sfruttandone la fiducia istituzionale per ingannare utenti e aziende.
La PEC, nata come sistema di comunicazione certificata e affidabile, si sta quindi trasformando in un nuovo fronte della cybercriminalità.
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