“Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso”, a Comiso l’importante polo culturale con le opere donate dall’artista dieci anni fa

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Giornata inaugurale del del nuovo Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso a Comiso. Il museo (che sorge in un’ala dell’ex Mercato casmeneo, a fianco della sede della fondazione Bufalino, è stato realizzato con le opere donate dall’artista alla città d’origine. Nino Caruso era nato a Tripoli, nel 1928. da una famiglia originaria di Comiso. A Comiso era tornato per una breve parentesi dal 1947 al 1951, ma Comiso è sempre stata per lui la sua “patria dell’anima”.  Caruso, considerato uno dei più grandi ceramisti e designer del secolo scorso, aveva donato alla sua città quasi cento opere, a condizione che nella sua città venisse realizzato un museo dedicato.

Il progetto è stato realizzato oggi, con l’aggiunta di altre opere donate dai figli Andrea e Federico, che questa mattina hanno partecipato al tal di presentazione condotto da Agnese Licata, giornalista della sede rai di Palermo, anch’essa originaria di Comiso. Sono intervenuti Claudia Casali, direttrice del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Irene Biolchini dell’Accademia di Belle Arti di Verona, e Antonio Presti Presidente dell’omonima Fondazione. Erano presenti i rappresenti di alrti importanti Musei della Ceramica, tra cui quelli di Savona e Perugia, dove caruso è stato direttore. La storica dell’arte, Luana Aliano ha introdotto i lavori parlando del progetto di “Museo aperto2, immaginato e voluto dallo stesso Caruso, come condizione perché le sue opere restassero a Comiso.  “Il Museo delle arti ceramiche Nino Caruso – ha detto Aliano– sarà un ‘museo del futuro’. Esso sarà aperto alla città e sarà il motore di una progettazione culturale che si dispiegherà nel corso degli anni. È prevista la collaborazione con Licei, accademie e con altri musei. Si realizzeranno workshop e laboratori per far nascere e crescere una nuova cultura della ceramica. Le opere potranno anche uscire dal Museo per aprirsi alla città e alle città e permettere di dar vita a esposizioni temporanee aperte”.

Sarà anche il museo dell’inclusione. “Tre opere originali saranno disponibili per pr la sperimentazione tattile dei non vedenti – continua Aliano – la novità è l’utilizzo di tre opere originali. Perché anche il tatto e il ‘rumore’ della materia fanno parte dell’esperienza”.

“Mio padre era legatissimo a Comiso, anche se vi aveva vissuto pochi anni – ha detto Federico Caruso, figlio dell’artista morto a Roma nel 2017 – nel 1951 era tornato a Tripoli e aveva collaborato con altri intellettuali, Valentino Parlato e Clara valenzano, alla nascita del partito Comunista libico. Per questo fu poi espulso. questo progetto era il desiderio più forte della sua vita. Il Museo è nato con le caratteristiche che lui voleva.

 Alle 18,30 è in programma la cerimonia inaugurale. Figura centrale nel rinnovamento della ceramica del secondo Novecento, Nino Caruso ha contribuito al superamento della dicotomia tra arte e artigianato, collocando il materiale ceramico nel campo della ricerca plastica, architettonica e urbana, nonché nel dialogo con il design contemporaneo.

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