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Dall’esperienza di Arco nasce la nuova Red Rock: allenamenti al Nord e obiettivi sempre più ambiziosi
03 Giu 2026 08:55
Si è chiusa ad Arco l’edizione 2026 dei Campionati Italiani Giovanili di arrampicata sportiva, uno degli appuntamenti più importanti della stagione nazionale, che ha visto la partecipazione della Red Rock con tre giovani atleti pronti a confrontarsi con il meglio dell’arrampicata italiana: Enea Schininà e Nino Branciforte nella categoria Under 11 e Nina Schininà nella Under 13.
Al di là delle classifiche, la trasferta trentina ha rappresentato un’importante occasione di crescita sportiva e tecnica per la società ragusana, che torna a casa con indicazioni preziose per programmare il futuro.
Per Nino Branciforte si è trattato del debutto assoluto in un Campionato Italiano. Un esordio affrontato con determinazione e personalità, cimentandosi nelle tre specialità dell’arrampicata sportiva. Tra speed, boulder e lead, è stata proprio quest’ultima disciplina a regalargli le migliori soddisfazioni, evidenziando qualità tecniche interessanti e una buona gestione della gara. Un punto di partenza significativo in vista del passaggio alla categoria Under 13 nella prossima stagione.
Riscontri incoraggianti anche per Enea Schininà, protagonista di una prestazione particolarmente positiva nel boulder. Il giovane atleta ha saputo andare oltre le aspettative della vigilia, dimostrando capacità di adattamento e margini di crescita che lasciano ben sperare per il futuro. Restano invece alcuni rimpianti nelle prove di lead e speed, dove i risultati ottenuti non hanno pienamente rispecchiato quanto mostrato durante il percorso di preparazione.
Nella categoria Under 13 femminile, una delle più competitive dell’intero panorama giovanile nazionale, Nina Schininà ha dovuto confrontarsi con un livello tecnico e atletico estremamente elevato. La giovane atleta ha pagato in parte il divario fisico rispetto ad alcune avversarie e la pressione di una competizione di altissimo profilo, fattori che hanno inciso soprattutto nella lead e nel boulder. Positiva, invece, la prova nella speed, dove ha fatto registrare un tempo in linea con le proprie potenzialità e con il lavoro svolto durante la stagione.
Il bilancio complessivo della partecipazione della Red Rock rimane comunque ampiamente positivo. Sia Enea che Nina avranno infatti un’altra stagione nelle rispettive categorie, con la possibilità di valorizzare l’esperienza maturata ad Arco e continuare il proprio percorso di crescita. Per Nino, invece, si aprirà presto una nuova sfida con il passaggio nella categoria Under 13.
Ma il vero insegnamento emerso dal Campionato Italiano va oltre le singole prestazioni. Il confronto con le migliori realtà nazionali ha evidenziato una differenza significativa tra il livello regionale e quello nazionale, soprattutto nel delicato passaggio tra Under 11 e Under 13. Se in Sicilia il salto appare spesso graduale, sui palcoscenici italiani la categoria Under 13 mostra caratteristiche molto più vicine all’Under 15, sia sotto il profilo tecnico sia dal punto di vista fisico e mentale.
Una riflessione che coinvolge l’intero movimento regionale e che apre scenari importanti per il futuro dell’arrampicata giovanile siciliana. Per consentire ai giovani talenti dell’isola di competere stabilmente ai vertici nazionali sarà necessario elevare progressivamente il livello delle competizioni regionali, migliorando la qualità delle tracciature e aumentando le occasioni di confronto agonistico.
La Red Rock ha già deciso di raccogliere questa sfida. Il direttore tecnico Emerico Colombo, insieme al team manager e allo staff societario, sta lavorando alla programmazione della prossima stagione con una strategia chiara: aumentare le opportunità di confronto con le migliori realtà italiane.
Sono già in fase di organizzazione allenamenti specifici e stage tecnici nelle principali strutture del Nord Italia, tra Verona, Bologna e Milano, poli di riferimento dell’arrampicata giovanile nazionale. L’obiettivo è offrire agli atleti esperienze formative di alto livello e accelerare il loro percorso di crescita sportiva.
Non si esclude inoltre la partecipazione a gare fuori regione, anche a costo di rinunciare ad alcuni appuntamenti del circuito siciliano e ai relativi punti in classifica. Una scelta coraggiosa ma strategica, orientata a favorire l’acquisizione di esperienza in contesti altamente competitivi e a ridurre il divario con quelle regioni che oggi rappresentano l’eccellenza dell’arrampicata sportiva italiana.
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