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Termovalorizzatori hi-tech e immersi nel verde: ecco i progetti della Regione
01 Mag 2026 09:35
Non solo tecnologia e gestione moderna dei rifiuti, ma anche architettura innovativa, integrazione paesaggistica e attenzione all’impatto visivo. I nuovi termovalorizzatori che sorgeranno a Palermo e Catania si presentano come impianti d’avanguardia, pensati per coniugare efficienza energetica e qualità estetica, superando definitivamente l’idea delle vecchie strutture industriali invasive e poco armonizzate con il territorio.
Sono stati consegnati nei tempi previsti i progetti di fattibilità tecnico-economica dei due impianti, passaggio decisivo per l’attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Ma a colpire, oltre ai numeri dell’investimento e della capacità produttiva, è soprattutto il concept architettonico dei due siti: strutture moderne, linee contemporanee e una forte presenza di verde urbano.
Palermo, impianto tra natura e rivestimenti in legno
Per il termovalorizzatore dell’area di Palermo il progetto punta su un inserimento paesaggistico elegante e sostenibile. L’edificio sarà circondato da ampie zone verdi e caratterizzato da facciate rivestite con doghe in legno, soluzione che alleggerisce l’impatto visivo e dona all’intera struttura un’immagine più vicina all’architettura contemporanea che a quella industriale tradizionale.
Il legno, utilizzato come elemento estetico e schermante, conferirà calore visivo e armonia, trasformando l’impianto in una struttura moderna, integrata nel contesto ambientale e capace di dialogare con il paesaggio circostante.
Catania, terrazze verdi e architettura futuristica
Ancora più scenografico il progetto previsto per l’area di Catania, dove il termovalorizzatore sarà impreziosito da terrazze verdi e coperture vegetali. Una soluzione architettonica che richiama i grandi modelli europei di edilizia sostenibile e che punta a mitigare l’impatto ambientale, migliorare l’isolamento termico e restituire un’immagine innovativa dell’impianto.
Le superfici verdi pensili trasformeranno la struttura in un edificio quasi “vivo”, capace di fondersi con l’ambiente urbano e naturale, rompendo definitivamente con l’idea del classico inceneritore.
Un miliardo di euro per il nuovo ciclo dei rifiuti
I due impianti, uno nell’area metropolitana di Palermo e uno in quella di Catania, saranno realizzati con un investimento complessivo di circa un miliardo di euro di fondi pubblici, senza incidere sulla tariffa per i cittadini.
Avranno una capacità totale di circa 600 mila tonnellate l’anno, una potenza superiore ai 50 megawatt e produrranno circa 450 mila megawattora di energia elettrica, sufficienti ad alimentare 150 mila famiglie.
Schifani: “Traguardo sempre più vicino”
«Procediamo con sempre maggiore determinazione nel rispetto dei tempi previsti per risolvere definitivamente il problema dei rifiuti in Sicilia, superando un sistema fondato quasi esclusivamente sulle discariche e costruendo un modello moderno improntato all’economia circolare, al recupero di materia, al riuso e alla valorizzazione energetica della parte non più riciclabile. Il traguardo è sempre più vicino», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
La Sicilia guarda all’Europa
I nuovi termovalorizzatori rappresentano il tassello finale del Piano regionale dei rifiuti, recentemente approvato dalla Commissione europea, che prevede anche impianti di selezione, piattaforme per la differenziata, biodigestori e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti.
L’obiettivo è raggiungere il 65% di recupero di materia e ridurre al 10% il conferimento in discarica, abbattendo costi oggi elevatissimi e generando risparmi stimati in circa 100 milioni di euro per famiglie e imprese.
Con Palermo e Catania, la Sicilia prova così a voltare pagina non solo sul piano ambientale, ma anche su quello urbanistico: impianti moderni, efficienti e persino belli da vedere.


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