Caro carburante e cartelle esattoriali: esplode la rabbia degli agricoltori. Protesta al mercato di Vittoria

Stamani, martedì 28 aprile, il mercato ortofrutticolo di Vittoria torna ad essere il cuore della protesta agricola. Dalle ore 10 alle 12.30, agricoltori e operatori del comparto si sono ritrovati davanti alla struttura per denunciare quella che definiscono una situazione ormai insostenibile: caro carburante, aumento dei costi di produzione, fallimento della rottamazione delle cartelle esattoriali e, soprattutto, l’abbandono della politica.

Una mobilitazione che nasce dalla crescente preoccupazione per il futuro dell’agricoltura siciliana e, in particolare, del comparto serricolo e ortofrutticolo del territorio vittoriese, da anni alle prese con crisi strutturali aggravate dall’impennata dei prezzi dovuta alla crisi energetica internazionale.

Gli organizzatori parlano apertamente di rischio concreto per la sopravvivenza delle imprese agricole, sottolineando come molte aziende siano ormai schiacciate da debiti accumulati negli anni, costi insostenibili e assenza di misure realmente efficaci.

“Consapevoli del fatto che l’impennata dei prezzi dovuta alla crisi energetica e lo stato di smarrimento che avvolge la nostra politica decreterà la morte della nostra agricoltura, oggi chiediamo norme e interventi a favore dell’agricoltore”, spiega il Movimento degli Agricoltori, promotore dell’iniziativa.

Nel mirino anche quello che viene definito “l’ennesimo flop” della rottamazione delle cartelle esattoriali, che secondo gli agricoltori non avrebbe prodotto il sollievo economico necessario per imprese e famiglie già fortemente indebitate.

Una proposta di legge

Da qui nasce anche una proposta di legge che sarà al centro della mobilitazione: una petizione dal basso che punta a coinvolgere cittadini, imprese e famiglie del Sud per chiedere un intervento straordinario e strutturale.

Il documento parte da una riflessione netta: pandemia e guerra hanno profondamente sconvolto il sistema economico e sociale, rendendo necessario un cambio di passo che superi le rigidità burocratiche e le logiche tecnocratiche.

Tra le richieste principali vi sono contributi diretti alle imprese, con particolare attenzione al taglio dei costi di produzione su carburanti, energia elettrica e beni primari, considerati oggi insostenibili per il settore agricolo.

Altro punto centrale è la proposta di istituire un organismo economico-finanziario dedicato esclusivamente allo sviluppo e al sostegno delle imprese del Mezzogiorno, capace di affrontare le criticità strutturali del Sud con strumenti specifici e mirati.

“La straordinarietà del momento deve generare speranza – spiegano i promotori –. Il Sud ha bisogno di risposte forti e immediate, non di soluzioni temporanee che finiscono per favorire solo la grande industria e le multinazionali”.

La protesta di Vittoria si inserisce così in un clima di crescente tensione nel mondo agricolo, dove il malcontento verso le istituzioni si accompagna alla richiesta di interventi urgenti per salvaguardare un settore strategico per l’economia locale e regionale.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it