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Blitz notturno alla sede di Fratelli d’Italia di Vittoria: cartelli antifascisti dopo il 25 Aprile
26 Apr 2026 13:36
La scia delle celebrazioni per l’81° Anniversario della Liberazione porta con sé uno strascico di tensioni a Vittoria. Nella notte tra il 25 e il 26 aprile, a poche ore dalla conclusione delle cerimonie ufficiali per la Festa della Liberazione, la sede cittadina di Fratelli d’Italia è stata presa di mira da ignoti che hanno affisso sulla facciata dei manifesti di chiara impronta antifascista. Un gesto che ha immediatamente riacceso la polemica sul senso della democrazia e sul rispetto del pluralismo politico a ottant’anni dalla fine del conflitto.
I messaggi della notte
I cartelli, affissi sulle vetrate d’ingresso della sezione proprio al termine della giornata dedicata alla memoria della Resistenza, riportano slogan diretti che richiamano i valori cardine del 25 Aprile.
Nel primo si legge:
“Fascismo: oppressione e ignoranza. Resistenza e antifascismo, ora e sempre”.
Il secondo messaggio punta invece il dito contro l’esercizio del potere:
“La vera debolezza è dominare sui deboli e indifesi. Resistenza contro ogni oppressione, ora e sempre”.
La reazione di FDI: “La pacificazione resta un miraggio”
L’episodio è stato duramente condannato dagli esponenti locali di Fratelli d’Italia, che leggono in questa azione notturna non un atto di civismo, ma un’offesa al confronto democratico. Un esponente del partito ha espresso forte amarezza, collegando l’accaduto proprio al clima del post-25 Aprile.
“Nel 2026 c’è ancora chi crede che deturpare le sezioni degli avversari politici nottetempo sia un gesto onorevole”, ha dichiarato il consigliere comunale di Fdi, Alfredo Vinciguerra, sottolineando come l’attacco mirato a una sede politica mini le basi della convivenza civile. Per il partito, il blitz dimostra che, nonostante siano passati decenni, la strada per una vera memoria condivisa è ancora in salita: “Quando qualcuno dice che la strada per la pacificazione nazionale, dopo 80 anni di democrazia, è ancora lunga, intende dire proprio questo”.
Una memoria che divide
Il tempismo del gesto — avvenuto proprio nella notte successiva alla ricorrenza della Liberazione — trasforma l’episodio in un caso politico. Se per gli autori l’azione rappresenta probabilmente un modo per ribadire i valori costituzionali in una giornata simbolica, per il centrodestra vittoriese si tratta di un atto vandalico e intimidatorio che strumentalizza la storia.
foto da Facebook / Alfredo Vinciguerra


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