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Agricoltura in Sicilia allarme ricambio generazionale: under 41 solo l’8%, focus su terra e credito
19 Apr 2026 07:42
Il dato che emerge dal workshop di Ispica vale più della cronaca dell’evento e attualizza il tema ben oltre la data del convegno: in Italia appena l’8% degli imprenditori agricoli ha meno di 41 anni, su circa 200 mila imprese strutturate. Un indicatore che riporta al centro una delle priorità del settore primario: il ricambio generazionale, decisivo per la tenuta produttiva e alimentare del Paese.
È da questo numero che riparte il confronto promosso da Confagricoltura Sicilia e CoopCredit S.c.p.a. con il workshop “Agri-Future – Ricambio generazionale in agricoltura”, ospitato nella dimora storica Principe di Belmonte di Ispica, terza tappa del ciclo di incontri dopo Agrigento e Catania.
Il messaggio emerso dall’iniziativa è netto: senza accesso alla terra, credito dedicato e strumenti pubblici efficaci, il passaggio generazionale nelle campagne rischia di rallentare ulteriormente. E con esso la competitività dell’agroalimentare.
Ad aprire i lavori è stato Antonino Pirrè, presidente di Confagricoltura Ragusa, che ha evidenziato il dinamismo del territorio ibleo, “giovane non solo per vocazione produttiva, ma anche per la capacità di guardare al futuro con ambizione e senso di responsabilità”.
Sul quadro internazionale si è soffermato Rosario Marchese Ragona, presidente di Confagricoltura Sicilia, sottolineando come instabilità geopolitica, rincaro dell’energia e tensioni sui mercati possano mettere rapidamente a rischio risultati costruiti in anni di sacrifici dagli agricoltori.
Il nodo operativo è stato illustrato da Giuliano Fratantonio, dello Studio Fratantonio, che ha definito il ricambio generazionale una priorità strutturale, richiamando l’attenzione sugli strumenti oggi disponibili per accompagnare i giovani nell’accesso alla terra e all’impresa agricola.
Al centro del confronto anche le misure ISMEA, presentate da Roberto Ponte, presidente di CoopCredit. Ponte ha ricordato la collaborazione consolidata con Confagricoltura Sicilia e ha ribadito che investire sui giovani significa garantire continuità al sistema agroalimentare siciliano.
Dal fronte bancario, Giuseppe Infantino, vice direttore generale e responsabile area crediti della BCC G. Toniolo e San Michele di San Cataldo, ha richiamato la missione storica del credito cooperativo nato nei territori rurali: sostenere investimenti, lavoro e presidio sociale, contrastando spopolamento e marginalità economica.
A chiudere i lavori Sandro Gambuzza, vicepresidente di Confagricoltura, che ha lanciato l’avvertimento più netto: senza un’inversione di tendenza l’Italia rischia una crescente dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti alimentari. “Energia e cibo sono le chiavi del futuro: un Paese che non produce il proprio cibo è un Paese debole e ricattabile”.
Il punto, dunque, non è solo la cronaca del workshop, ma la sfida aperta nei prossimi mesi: trasformare fondi, incentivi e credito in nuove imprese agricole guidate da giovani. Per la Sicilia, e non solo, il tempo del ricambio è già cominciato.
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