Scicli modello nazionale: il fiume Irminio protetto da una barriera anti-plastica per salvare il mare

Un mare pulito nasce da fiumi puliti, e a Scicli questa affermazione non è più solo uno slogan, ma una realtà concreta. Il Comune siciliano si afferma come case history nazionale nella salvaguardia ambientale grazie a un progetto innovativo che punta a fermare i rifiuti plastici prima che raggiungano il mare.

L’iniziativa, finanziata dall’Autorità di Bacino presieduta dall’ingegnere Leonardo Santoro, prevede l’installazione di un sistema avanzato di reti, griglie e gabbie capaci di intercettare i rifiuti lungo il corso del fiume Irminio. L’obiettivo è chiaro: proteggere la foce e preservare le acque cristalline di Playa Grande, una delle mete più apprezzate del territorio.

Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 95 mila euro e si inserisce nell’ambito della legge “Salvamare” del 2022. Grazie a questa normativa, il Ministero dell’Ambiente ha destinato alla Sicilia circa 860 mila euro in tre anni, rendendola la prima regione italiana a investire in modo strutturato nella tutela dei corsi d’acqua dall’inquinamento da plastica.

In queste ore sono in corso i lavori di installazione della barriera, posizionata a circa 600 metri dalla foce del fiume, in un punto in cui l’alveo raggiunge una profondità di circa due metri. La struttura, composta da moduli galleggianti in acciaio al carbonio verniciato, rappresenta un esempio concreto di ingegneria ambientale applicata alla prevenzione.

A rendere ancora più efficace il sistema sarà un impianto di videosorveglianza di ultima generazione, alimentato da energia solare, che permetterà il monitoraggio continuo della barriera e dei rifiuti intercettati.

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