“CicciuAiellu, fari u sinnucu è bellu”, una strofa satirica fa il giro della città dopo l’annuncio della ricandidatura. ASCOLTA LA CANZONE

“CicciuAiellu, CicciuAiellu, fari u sinnucu è bellu”, una strofa leggera e accattivante, sul filo leggero dell’ironia saluta a Vittoria l’annuncio della ricandidatura dell’attuale sindaco. La canzoncina, di autore sconosciuto, gira sui social e ha fatto il giro della città e non solo. L’autore è sconosciuto, non si sa chi abbia realizzato (forse con l’intelligenza artificiale) e chi abbia fatto partire per primo questo motivetto semplice e attraente, dal ritmo coinvolgente. Francesco Aiello, noto a tutti come “Cicciu”, domenica scorsa, aveva annunciato ufficialmente la sua ricandidatura per le elezioni del 2027, sia pure “al 99 per cento”. Lo aveva fatto durante la cerimonia di “Scoglitti Race”, la gara podistica che si era svolta nella frazione, sfruttando il parallelismo tra la corsa appena conclusa e quella che egli stesso si appresterebbe ad avviare per cercare di essere eletto sindaco per l’ottava volta.

Ed ecco alcune strofe:

“Ora iu vi contu a storia di lu sinnicu i Vittoria, si criria lu patri eternu di stu puostu ca è n’infernu”

Chistu sinnucu i Vittoria, ci parìa troppu bellu, aviri sempri a poltrona ppi cumannari ancora.

E poi: “Da una vita c’è assittatu) nda stu postu svinturatu, ma a iddu ci pari bellu pirchì eni Cicciu Aiello”. (…). “Da na vita iddu cumanna e su guai ppì cu s’addanna”.

Chi è l’ignoto autore? Circolano ipotesi insistenti e fantasiose, ma nessuna che finora possa far luce su ciò che sembra essere una celia, uno scherzo ameno, destinato a riaccendere oil dibattito cittadino, sia pure sui canali collaterali della satira. Che rimane tale e che, per ora, rimane anche senza “diritti d’autore”.

A tre giorni dall’annuncio della sua ricandidatura (che per la verità Aiello aveva già fatto palesare anche in precedenza), nessuna reazione ufficiale delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. I tempi non sono ancora maturi per eventuali candidature che se uscissero troppo presto potrebbero anche correre il rischio di bruciarsi.

Tace la politica ufficiale, ma non tace la satira, non sappiamo se originata da esponenti politici o da semplici cittadini, con l’intento di divertirsi un po’.

Unico a uscire allo scoperto, il sindaco di Acate, Gianfranco Fidone che, a caldo, aveva espresso sui social il suo parere affermando che era inopportuna una sua ricandidatura. Fidone veniva dato da mesi come uno dei possibili candidati, anche se la sua posizione politica attuale (ha lasciato da qualche mese il suo partito, la Democrazia Cristiana di Cuffaro) non facilita accordi e alleanze. Per il resto, si attende ancora che a destra venga individuato il candidato sindaco, che – qualora arrivasse una decisione positiva del tribunale – potrebbe essere ancora Giovanni Moscato, l’uomo che nel 2018 subì lo scioglimento del consiglio comunale e che, in sede giudiziaria, è stato prosciolto da ogni accusa, alcune delle quali dimostratosi solo errori giudiziari.

Fidone però ha smentito l’ipotesi di una sua candidatura: “Escludo categoricamente tale ipotesi. Devo dedicarmi ad Acate. Ma sarò della partita, perchè con i miei amici saremo in campo”. Fidone dunque vuole rimanere sindaco di Acate, ma continuando a rimanere con una grande attenzione su Vittoria, dove esiste un gruppo di persone a lui vicino.

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