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Il PD apre un nuovo fronte su caso volontari: “Anche nella Protezione civile lavoro mascherato”. Schininà: “È solo l’inizio”, ipotesi class action
13 Mar 2026 17:20
Si allarga il caso dei volontari impiegati nelle strutture comunali di Ragusa. Dopo le polemiche delle ultime settimane su impianti sportivi e siti culturali, il Partito Democratico ha puntato oggi i riflettori su un nuovo capitolo della vicenda: il servizio di sicurezza a mare gestito dalla Protezione civile.
È quello che il segretario cittadino del Pd, Riccardo Schininà, ha definito «un nuovo vaso di Pandora» nella conferenza stampa convocata questa mattina insieme ai consiglieri comunali Peppe Calabrese, ex sindacalista e Mario Chiavola, ed altri esponenti del partito.
Secondo il Pd, il sistema di “volontariato” che negli anni avrebbe garantito l’apertura di diversi servizi comunali non riguarderebbe solo il Castello di Donnafugata, gli impianti sportivi e la biblioteca, ma anche attività legate alla sicurezza balneare.
Il caso della Protezione civile
Il nuovo elemento sollevato dal Pd riguarda quattro persone che avrebbero svolto il servizio di sicurezza a mare per diversi anni. Secondo Schininà si tratterebbe di lavoratori che operavano con turni giornalieri e un impegno mensile che arrivava a 130-140 ore, con un compenso di circa sette euro l’ora.
«La differenza rispetto agli altri volontari – ha spiegato – è che in questo caso il pagamento arrivava direttamente dal Comune tramite bonifico mensile».
Il servizio, previsto dalla normativa regionale per garantire la sicurezza sulle spiagge per almeno 90 giorni l’anno, sarebbe stato svolto in passato anche per periodi più lunghi.
Secondo la ricostruzione del segretario dem, fino al 2023 quattro persone avrebbero svolto il servizio per tutto l’anno come volontari. Nel 2024 il Comune ne avrebbe assunte due per cinque mesi tramite concorso, mentre le altre due avrebbero continuato come volontarie. Nel 2025, sempre secondo il Pd, tutti e quattro sarebbero stati assunti per cinque mesi utilizzando la stessa graduatoria, per poi tornare successivamente alla formula del volontariato.
«È un esempio evidente – ha detto – di come la macchina amministrativa non sia stata in grado di gestire correttamente il personale».
“Un sistema che coinvolge centinaia di volontari”
Il Pd sostiene che il fenomeno sia molto più ampio di quanto emerso finora.
Secondo Schininà, formalmente sarebbero circa 200 i volontari coinvolti nei vari servizi comunali, ma il nucleo più critico riguarderebbe circa 30 persone che negli anni avrebbero svolto attività continuative e indispensabili per il funzionamento di strutture pubbliche.
«Parliamo di persone che hanno questo rimborso come unica fonte di reddito – ha detto – e che per anni hanno garantito servizi essenziali alla città». Tra questi, oltre agli impianti sportivi, vengono citati il Castello di Donnafugata, la biblioteca e altre attività comunali.
“Il modello Ragusa si regge su lavoro precario”
Nel suo intervento Schininà ha sostenuto che negli ultimi anni si sarebbe consolidato un sistema che ha consentito al Comune di ottenere risultati importanti nella gestione di alcuni servizi. Il segretario dem ha citato, ad esempio, la crescita dei visitatori e degli incassi del Castello di Donnafugata e l’apertura gratuita di diversi impianti sportivi frequentati da centinaia di ragazzi.
«Questo è stato raccontato come il “modello Ragusa” – ha detto – una città capace di valorizzare i beni culturali con orari di apertura molto ampi e di garantire servizi alla comunità».
Secondo il Pd, però, dietro questi risultati ci sarebbe stato un sistema fondato su rimborsi spese molto bassi e su attività che, di fatto, avrebbero avuto tutte le caratteristiche del lavoro.
“Non chiediamo le dimissioni del sindaco”
Nonostante le accuse, il segretario dem ha precisato che il partito non sta chiedendo le dimissioni del sindaco Peppe Cassì. «Non lo facciamo perché il problema è molto più grande di una singola responsabilità politica», ha spiegato.
Schininà ha però ricordato le recenti dichiarazioni attribuite al primo cittadino, secondo cui per anni «si sarebbero chiusi gli occhi per convenienza» su alcune anomalie del sistema. «La responsabilità politica – ha aggiunto – non significa solo ammettere l’errore, ma risolverlo».
Per il Pd la soluzione dovrebbe passare anche dal riconoscimento dei diritti di chi ha lavorato negli anni scorsi. «Bisogna riconoscere le differenze retributive, le ferie, le malattie e i contributi previdenziali», ha detto.
Secondo quanto riferito dal segretario del Partito Democratico, il sindaco era stato informato della vicenda già prima che esplodesse pubblicamente. Schininà ha raccontato di aver contattato Peppe Cassì il 20 febbraio per segnalare il problema e tentare un confronto istituzionale. «L’ho fatto prima di rendere pubblica la denuncia, sperando di aprire un dialogo», ha spiegato. Tuttavia, secondo il segretario dem, a quel primo contatto non sarebbe seguito alcun riscontro concreto. Schininà ha aggiunto di aver provato nuovamente a mettersi in contatto con il primo cittadino nei giorni successivi, senza ottenere risposta.
Le proposte del PD
Il Partito Democratico ha illustrato una serie di proposte per superare l’attuale modello.
Tra queste:
l’avvio di appalti di servizio per la gestione degli impianti sportivi e dei siti culturali
nel frattempo, l’utilizzo della somministrazione di lavoro tramite agenzie interinali
l’ampliamento dell’organico della Protezione civile con quattro assunzioni a tempo indeterminato.
Secondo il Pd queste soluzioni consentirebbero di mantenere i servizi garantendo al tempo stesso diritti e tutele ai lavoratori.
I dubbi sui rimborsi e sugli scontrini
Durante la conferenza stampa sono stati sollevati anche dubbi sulla gestione dei rimborsi alle associazioni coinvolte. Da un accesso agli atti relativo al 2025 emergerebbe che il Comune avrebbe rimborsato alcune spese all’associazione che gestiva i volontari – tra cui polizze assicurative, vestiario, formazione e dotazioni.
Secondo quanto riferito da alcuni volontari al Pd, però, le polizze sarebbero state pagate direttamente da loro e molti non avrebbero mai ricevuto né divise né formazione. «Sono elementi su cui vogliamo fare piena chiarezza», ha detto Schininà.
Calabrese: “Non è volontariato, è lavoro”
Molto duro l’intervento del consigliere comunale Peppe Calabrese. «Abbiamo visto i documenti – ha detto –: turni precisi, direttive e registri delle ore. Questo non è volontariato».
Calabrese ha definito «vergognoso» anche il sistema dei rimborsi giustificati con scontrini di spesa. «Se questo modello venisse applicato nelle imprese private – ha aggiunto – tutti assumerebbero volontari a quattro euro l’ora». Secondo l’ex sindacalista, regolarizzare il sistema costerebbe molto di più al Comune rispetto alla situazione attuale.
«Se oggi si spendono poche centinaia di migliaia di euro – ha detto – con un sistema regolare la spesa sarebbe almeno dieci volte superiore».
“Pronti a nuove iniziative”
Il segretario del Pd ha infine annunciato che il partito continuerà a portare avanti quella che definisce «un’inchiesta politica». «È nata quasi per caso – ha raccontato – quando alcuni volontari esasperati ci hanno portato documenti e testimonianze». Secondo Schininà, molti lavoratori oggi sarebbero intimoriti e preoccupati per la perdita improvvisa del reddito.
Il Pd non esclude ulteriori iniziative, anche sul piano legale. «Se non arriveranno risposte concrete – ha concluso – andremo avanti con tutte le azioni necessarie per tutelare queste persone».
La possibile class action
Un altro tema emerso durante la conferenza stampa riguarda la possibilità di azioni legali da parte degli ex volontari. Schininà ha spiegato che, al momento, molti di loro sarebbero intimoriti dopo la sospensione delle attività e la perdita del reddito che percepivano sotto forma di rimborsi. Tuttavia non ha escluso che, in assenza di soluzioni concrete da parte del Comune, possa aprirsi la strada a iniziative collettive. «Se non arriveranno risposte – ha detto – immagino che queste persone possano valutare anche una class action per il riconoscimento delle differenze retributive, del Tfr e dei contributi non versati». Il segretario dem ha invitato i lavoratori a rivolgersi alle organizzazioni sindacali per valutare eventuali percorsi di tutela.
Il Pd ha anche annunciato la preparazione di un esposto alle autorità competenti per chiedere verifiche sulla gestione del volontariato.
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