Guerra in Medio Oriente, carburanti in aumento: il diesel sfiora i 2,5 euro in autostrada

La crisi internazionale legata al conflitto con l’Iran continua a produrre effetti immediati sull’economia italiana, a partire dal prezzo dei carburanti. I rincari alla pompa stanno accelerando in questi giorni e colpiscono soprattutto il settore dei trasporti e della logistica.

Secondo le rilevazioni aggiornate, la benzina in modalità self service ha ormai superato quota 1,7 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,815 euro al litro, raggiungendo il livello più alto da oltre due anni. La benzina, invece, è tornata ai valori più alti registrati negli ultimi tre mesi.

I dati arrivano dalla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana sui prezzi comunicati all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy su circa 20 mila distributori in tutta Italia. In media, la benzina self service si attesta a 1,724 euro al litro, mentre il diesel self service raggiunge 1,815 euro.

Ancora più elevati i prezzi in modalità servito: 1,859 euro al litro per la benzina e 1,945 euro per il gasolio.

Picchi nelle autostrade

I rincari sono ancora più evidenti sulla rete autostradale. Qui la benzina self service arriva mediamente a 1,816 euro al litro, mentre il diesel tocca 1,903 euro, con prezzi che superano i 2 euro al litro nel servizio assistito.

Nei giorni scorsi le associazioni dei consumatori avevano già segnalato casi estremi lungo alcune tratte autostradali dove il diesel ha sfiorato i 2,5 euro al litro, una soglia che ha acceso il dibattito su possibili speculazioni.

Trasporti e logistica i primi a pagare il conto

Il settore dell’autotrasporto è tra i primi a risentire delle tensioni sui mercati energetici. L’associazione Assotir segnala aumenti del gasolio che vanno dai 10 centesimi in Lombardia fino ai 24 centesimi in Sicilia, mentre si registrano anche difficoltà di approvvigionamento in alcune aree come Campania e Lombardia.

Secondo le stime di Cna Fita, il rincaro del carburante comporterà un aumento medio dei costi di circa 2.400 euro all’anno per ogni tir, cifra che potrebbe crescere fino a 13 mila euro se la guerra dovesse prolungarsi.

Anche Conftrasporto lancia l’allarme: «Il trasporto sta pagando prima di tutti il conto del conflitto». L’organizzazione chiede misure straordinarie per il settore logistico e la sospensione dell’Ets per il trasporto.

Il nodo delle speculazioni

Sul fronte dei consumatori si moltiplicano le accuse di possibili speculazioni. L’associazione Adoc ricorda che l’Italia dispone di riserve di carburante già stoccate, che dovrebbero quindi attenuare l’impatto immediato delle oscillazioni dei mercati internazionali.

Una posizione condivisa anche dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che propone una riduzione temporanea dell’Iva sui carburanti per limitare gli effetti sui cittadini.

Il governo convoca “Mister Prezzi”

Dal governo arrivano comunque rassicurazioni sulla sicurezza energetica. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha spiegato che l’Italia dispone di uno dei livelli di stoccaggio più alti d’Europa e può contare su fonti di approvvigionamento diversificate.

Nel frattempo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha convocato per venerdì due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta dal garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo, noto come “Mister Prezzi”.

Gli incontri serviranno a monitorare l’andamento dei mercati energetici e a valutare le possibili ricadute sull’inflazione, mentre il conflitto in Medio Oriente continua ad alimentare incertezza sui mercati globali.

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