CGIL Ragusa contro il Comune: “No a lavoro sottopagato nei servizi culturali e sportivi”

La CGIL di Ragusa lancia un duro monito contro la deliberazione della Giunta Comunale n. 39 del 2 febbraio 2026, che prevede l’individuazione di enti del Terzo Settore per la co-progettazione e gestione di attività culturali e sportive in città. Secondo il sindacato, il rischio concreto è quello di sostituire lavoro contrattualizzato con forme di impiego sottopagate e prive di adeguate tutele.

Nel mirino la delibera sulla co-progettazione

L’atto di indirizzo approvato dal Comune punta a coinvolgere associazioni di volontariato e di promozione sociale nella gestione di servizi strutturali e continuativi: apertura e chiusura degli impianti sportivi comunali, servizi della Biblioteca comunale, accoglienza e mediazione culturale presso il Castello di Donnafugata e altri contenitori culturali cittadini.

Una scelta che, secondo la CGIL, solleva interrogativi importanti sul piano occupazionale e contrattuale.

“Compensi irrisori e assenza di diritti”

Pur riconoscendo il valore sociale del volontariato e dell’associazionismo, il sindacato sottolinea come non sia accettabile che tali strumenti possano tradursi in lavoro sottopagato, soprattutto quando si tratta di servizi pubblici essenziali e continuativi.

La CGIL parla apertamente di compensi che, in alcuni casi, si attesterebbero intorno ai 4 euro l’ora, senza garanzie su ferie, malattia, copertura per infortunio e contributi previdenziali. Uno scenario che, secondo l’organizzazione sindacale, penalizzerebbe in particolare i giovani lavoratori e lavoratrici, riducendo le opportunità di un’occupazione stabile e dignitosa.

Il nodo degli appalti e il principio di sussidiarietà

Al centro delle critiche anche il modello della “co-progettazione”, che secondo la CGIL rischierebbe di diventare uno strumento per aggirare l’obbligo di ricorrere a regolari appalti di servizi nel caso di attività strutturali e continuative.

Il principio di sussidiarietà, evidenzia il sindacato, non può trasformarsi in un meccanismo per comprimere diritti e abbassare il costo del lavoro. Cultura, sport e patrimonio pubblico — si legge nella nota — meritano professionalità riconosciute e rapporti di lavoro regolari.

La richiesta di confronto istituzionale

La CGIL di Ragusa chiede chiarezza e un confronto istituzionale con l’Amministrazione comunale per garantire, nell’affidamento di servizi pubblici complessi, un giusto salario e un quadro certo di tutele per chi opera quotidianamente nei luoghi della cultura e dello sport.

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