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Rapine a Terni, la Squadra Mobile di Ragusa collabora all’esecuzione delle misure cautelari per tre minori
26 Feb 2026 14:56
RAGUSA – C’è anche il supporto operativo della Squadra Mobile di Ragusa nell’operazione che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di tre minori, ritenuti gravemente indiziati di rapine aggravate in concorso avvenute nel centro di Terni.
Nel pomeriggio del 24 febbraio 2026, personale della Squadra Mobile della Questura di Terni ha dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal gip, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia.
Il ruolo della Squadra Mobile di Ragusa
Per due dei tre giovani è stata disposta la misura della permanenza in casa, mentre per un terzo il giudice ha stabilito il collocamento in comunità. Quest’ultimo provvedimento è stato eseguito con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, poiché il minore si trovava nel territorio ibleo per una precedente misura cautelare già in atto.
Un intervento che conferma la collaborazione tra uffici investigativi di diverse province italiane, elemento fondamentale per garantire l’effettività dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, anche quando i destinatari si trovano lontani dal luogo in cui sono stati commessi i fatti.
Le indagini e gli episodi contestati
Le indagini, avviate a seguito di diverse denunce presentate da vittime – minorenni o appena maggiorenni – hanno consentito di ricostruire tre distinti episodi di rapina aggravata dall’uso di armi, nello specifico coltelli, avvenuti recentemente nel centro cittadino di Terni.
Secondo quanto emerso, i giovani avrebbero agito in concorso, prendendo di mira coetanei per sottrarre denaro o effetti personali, utilizzando la minaccia delle armi per intimidire le vittime.
Agli episodi avrebbe partecipato anche un quarto minorenne, che tuttavia non è imputabile in quanto di età inferiore ai quattordici anni.
Coordinamento tra territori
Dal punto di vista ragusano, l’operazione sottolinea l’importanza del coordinamento tra le Squadre Mobili e le Procure minorili, soprattutto in presenza di soggetti sottoposti a misure cautelari che si spostano o risultano domiciliati in province diverse.
L’intervento della polizia di Ragusa ha consentito di dare immediata esecuzione al provvedimento di collocamento in comunità, assicurando così la piena attuazione delle decisioni dell’autorità giudiziaria e rafforzando l’azione di contrasto ai reati predatori, anche quando commessi da minorenni.
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