Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Incidente mortale a Punta Braccetto: camionista condannato
20 Feb 2026 09:09
Era deceduto al Cannizzaro di Catania, il 5 agosto del 2019. Un furgone che procedeva nel suo stesso senso di marcia non aveva fatto in tempo a schivarlo. Lui, che viaggiava a bordo di un motorino senza targa era stato sbalzato; il paraurti del furgoncino aveva toccato la ruota posteriore del suo motorino. Condizioni disperate. L’incidente era avvenuto a Santa Croce Camerina il 22 giugno del 2019 sulla strada per Punta Braccetto. I soccorsi, poi il trasferimento in elisoccorso e il decesso dopo quasi due mesi di agonia. Chi guidava il furgone, era poi finito con il mezzo in un terreno agricolo senza ulteriori conseguenze. L’autista del furgone, un connazionale della vittima era finito a processo per omicidio stradale. Il giudice monocratico presso il Tribunale di Ragusa ha condannato il conducente del furgoncino, ad un anno di reclusione, pena sospesa, riconoscendo le attenuanti previste dall’articolo 589 bis comma 7 quando la colpa “non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione colpevole”. Nel corso dell’arringa difensiva, il difensore dell’uomo, l’avvocato Gianluca Nobile (in sostituzione dell’avvocato Sebastiano Sallemi) aveva argomentato, con una sentenza di Cassazione alla mano, che il suo assistito si era trovato davanti ad una situazione imprevista ed imprevedibile, e che non fosse da escludere che la vittima fosse sbucata da un accesso non regolamentato, e che il conducente del camion pur avendo tentato di sterzare, non sia riuscito ad evitare il contatto. Il giudice ha condannato l’uomo – in solido con la compagnia di assicurazione – a rifondere le spese di lite sostenute dalla parte civile costituita, mentre ha demandato il danno patito, alla liquidazione da determinarsi in sede civile. La difesa ha già preannunciato il ricorso in appello “pur nella tragicità di quanto avvenuto, convinti che non possa dirsi che giuridicamente l’assistito abbia avuto colpa nel causare l’incidente”
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