Schiume e acqua torbida nel Tellesimo: l’allarme di Legambiente

Torna l’allarme ambientale nel territorio provinciale di Ragusa. Legambiente Ragusa denuncia nuovamente la presenza di acque torbide e schiume in un corso d’acqua affluente del Torrente Tellesimo, in contrada Bibbiola–Rampolo, un fenomeno segnalato da pescatori e guide naturalistiche e documentato anche con materiale fotografico.

Secondo l’associazione ambientalista, non si tratta di un episodio isolato ma di una criticità che si ripete nel tempo e che rischia di avere conseguenze ambientali, sanitarie e paesaggistiche rilevanti. L’area, infatti, ricade nella Valle del Tellesimo, riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione, un ecosistema di particolare valore naturalistico.

Legambiente ricorda che problematiche simili erano già emerse durante le attività di studio per la Carta Ittica del bacino del Tellesimo e che la situazione era stata segnalata alle autorità competenti già lo scorso aprile. A distanza di mesi, però, l’associazione evidenzia come il problema non sia stato risolto e continui a ripresentarsi.

Dalle verifiche effettuate sarebbe emersa la presenza di accumuli di letame a cielo aperto nell’area interessata. In caso di piogge, le acque di dilavamento finirebbero negli impluvi e nei piccoli corsi d’acqua, raggiungendo infine il Tellesimo. Una gestione ritenuta non conforme alla normativa sui reflui zootecnici e potenzialmente dannosa per l’ambiente e la salute pubblica, anche per la connessione tra acque superficiali e falde sotterranee.

Il presidente del circolo Legambiente Ragusa, Angelo Rinollo, sottolinea come la gestione di letame e liquami stia diventando una questione sempre più urgente in tutta la provincia, richiamando anche altre vicende recenti legate alle sorgenti Oro e Misericordia. Secondo l’associazione, gli interventi finora messi in campo non sarebbero stati sufficienti, né avrebbero prodotto risultati concreti nonostante le segnalazioni presentate negli ultimi anni.

Legambiente ribadisce inoltre di aver proposto soluzioni che vadano oltre la sola azione repressiva, indicando la necessità di una riorganizzazione delle aziende zootecniche, sistemi di fitodepurazione, produzione di biogas e interventi di riqualificazione dei suoli. Proposte che, secondo l’associazione, non avrebbero ancora trovato adeguata attuazione.

Per questo motivo viene chiesto un intervento immediato da parte degli enti competenti, capace di affrontare non solo il singolo episodio ma anche di avviare un cambiamento strutturale nella gestione del comparto zootecnico, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e il patrimonio naturale del territorio ibleo.

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