Violenza e tafferugli dopo Modica – Avola. Gli ospiti: “Fatti documentati dai video. Grave il silenzio della società”

“Il calcio deve essere confronto, passione e rispetto. Chi sceglie la violenza, ha già perso”.

L’Avola calcio ha preso posizione condannando con forza gli episodi di violenza che si sono verificati domenica scorsa, in occasione della gara esterna contro il Modica, conclusa con  il successo della capolista per uno a zero.

“Le aggressioni fisiche subite dai nostri tesserati Antonio Butera, prima dell’inizio della gara, e Giuseppe Alfò, colpito con una gomitata violenta mentre rientrava negli spogliatoi al termine del primo tempo -affermano i dirigenti dell’Avola calcio – rappresentano fatti di una gravità assoluta, documentati da immagini video chiare e inequivocabili. Quanto accaduto non è calcio, non è agonismo e non può essere in alcun modo giustificato o ridimensionato”.

I dirigenti dell’Avola chiedono ai dirigenti del Modica di prendere posizione e di condannare pubblicamente questi episodi. Episodi isolati, dovuti ai comportamenti di alcuni giocatori, che “non rappresentano la città di Modica né la sua comunità, ma sono esclusivamente riconducibili a singoli tesserati e a un clima che nulla ha a che vedere con i valori dello sport. Una squadra tecnicamente forte e strutturata non ha bisogno di ricorrere a violenza, intimidazioni o provocazioni per affermarsi”.

Nulla contro Modica, quindi, città stimata e apprezzata. Ma l’Avola chiede che su certi episodi si faccia chiarezza e che vengano condannati pubblicamente. E definisce “grave l’assenza di una presa di posizione ufficiale da parte della presidenza del Modica Calcio. Un intervento pubblico del presidente, chiaro e fermo, avrebbe potuto rappresentare un segnale di responsabilità, di dissociazione e di rispetto verso gli avversari e verso il calcio stesso. Il silenzio, in situazioni di questo genere, rischia invece di apparire come una mancata condanna di comportamenti che dovrebbero essere respinti senza esitazioni”.

All’avola sono invece arrivate, dopo la gara, numerosi attestati di solidarietà da altre società. “A ciò si aggiunge – conclude la nota dei dirigenti avolesi – anche l’esultanza provocatoria del calciatore Bonanno rivolta al settore ospiti dopo la rete del vantaggio, ulteriore elemento di una gestione complessiva inaccettabile. Per tutte queste ragioni, il Calcio Avola 1949 pretende rispetto e si dissocia con assoluta fermezza da quanto accaduto sabato allo stadio “Pietro Scollo”. La nostra società non intende voltarsi dall’altra parte e si riserva di tutelare i propri tesserati e la propria immagine in tutte le sedi sportive competenti”.

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