Dal sorriso alla profondità: un inedito Marco Manera torna alla prosa con “Parisea” al Teatro Donnafugata

Siamo abituati a vederlo sorridere, osservare il mondo con ironia, giocare di sottrazione e tempi comici. Ma questa volta Marco Manera chiede al pubblico di guardarlo con occhi diversi. Domani, 17 gennaio, e dopodomani, 18 gennaio, l’attore sarà sul palco del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla con Parisea, uno spettacolo che segna un ritorno deciso e consapevole alla prosa, là dove tutto è cominciato.

Ed è proprio questa scelta a rendere Parisea uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale: vedere un volto noto della comicità televisiva immergersi in una narrazione intensa, stratificata, capace di toccare corde profonde senza rinunciare all’ironia. Non uno spettacolo comico in senso stretto, ma un racconto che usa il sorriso come chiave d’accesso per condurre lo spettatore altrove.

«È un ritorno alle mie origini di attore, un ritorno alla prosa – spiega Manera – ma sempre con uno sguardo ironico, sornione. Non è intrattenimento fine a se stesso. Nella prima parte uso una chiave ironica, poi, quando le cose si complicano, ci facciamo più seri per riflettere insieme». Una trasformazione graduale che accompagna il pubblico in un viaggio emotivo e narrativo.

Parisea affonda le radici nei primi del Novecento, in un piccolo paese dove mancano lavoro, acqua, servizi essenziali e prospettive. Una storia che potrebbe sembrare lontana nel tempo, ma che invece dialoga in modo diretto con il presente. Al centro del racconto c’è un episodio realmente accaduto: il sogno di un ragazzo di 14 anni che immagina di costruire, accanto al proprio paese, una città nuova, capace di offrire ciò che la realtà nega.

«Sono quelle piccole storie che poi fanno la Storia con la S maiuscola», racconta Manera. Quel sogno visionario, nato in Sicilia, diventa metafora di una condizione che ancora oggi attraversa intere generazioni: l’assenza di opportunità, la necessità di partire, il desiderio di costruire altrove ciò che non si riesce a trovare a casa propria. «Forse nemmeno così paradossale – osserva l’attore – perché la contemporaneità, purtroppo, ci ha dato ragione».

Il cuore pulsante dello spettacolo è un monologo centrale che segna una svolta netta: la leggerezza iniziale lascia spazio a una narrazione intensa, asciutta, che chiede ascolto e partecipazione emotiva. È qui che emerge con forza l’attore di prosa, una dimensione meno nota al grande pubblico ma fondamentale nel percorso artistico di Manera. «Recupero tecniche che abitualmente non utilizzo – spiega – ma la comicità resta un mezzo potentissimo per far passare messaggi importanti. Anche quando faccio teatro comico, il mio stile nasce dalla prosa».

Parisea non è dunque una deviazione, ma un ritorno consapevole, un cerchio che si chiude. Uno spettacolo che vale la pena vedere non solo per la storia che racconta, ma per la possibilità di riscoprire Marco Manera in una veste più nuda, più intensa, lontana dalle etichette. Un atto di maturità artistica che apre il nuovo anno teatrale del Teatro Donnafugata, sotto la direzione di Vicky e Costanza DiQuattro, nel solco del percorso culturale avviato con il festival Ragusa dietro il Sipario.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it