L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha pubblicato un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali destinati a medici in quiescenza, con l’obiettivo di rafforzare i servizi ospedalieri e garantire la continuità assistenziale. Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 563 del 14 marzo e rientra nelle azioni avviate dalla Direzione strategica per […]
Danni alla chiesa della Consolazione a Scicli per lo scoppio di un petardo nella notte di San Silvestro
01 Gen 2026 20:19
Un grosso petardo il cui scoppio ha provocato danni anche alla pavimentazione in basole di pietra dura. Notte di paura nel centro abitato di Scicli, sia nei quartieri dell’area storica che nel quartiere periferico di Jungi. Un petardo di grosse dimensioni è scoppiato al quartiere della Consolazione ad appena cento metri da piazza Busacca. A provocare danni un grosso petardo posizionato nei pressi del muro di cinta che delimita la chiesa della Consolazione su via Dolomiti che porta al quartiere di Santa Maria La Nova. La deflagrazione del petardo ha colpito la porta della sacrestia ed una lunetta in vetro della chiesa che è andata in frantumi. La forza dello scoppio ha creato anche una piccola voragine nella pavimentazione in pietra dura della strada adiacente la chiesa. Forte condanna da parte dei cittadini per i danni all’edificio ecclesiastico e per il mancato rispetto dell’ordinanza del sindaco Mario Marino che vietava l’accensione di mortaretti e di bombe carta nella notte di San Silvestro a partire dalle 16 del 31 dicembre e fino alle 24 di oggi con multe salate che sarebbero state elevata una volta scoperti i protagonisti degli spari. Nessuno ha rispettato il provvedimento sindacale del divieto di spari nel centro abitato. Ci sono state abitazioni le cui famiglie sono state costrette a rimanere rinchiuse in casa per evitare che venissero raggiunti da schegge dei petardi sparati senza remora e senza la minima preoccupazione che si potessero registrare tragedie. ( credito fotografico: di Piero Bertino dal gruppo Facebook “L’Etna”)
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