Cambio al vertice della Radiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa. Il dottor Claudio Caputo è il nuovo direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia, dopo il conferimento dell’incarico quinquennale al termine della selezione pubblica per titoli e colloquio. Una nomina che punta a dare continuità al percorso di crescita del reparto e a rafforzare il […]
BATTAGLIA SCRIVE AL PREFETTO
31 Gen 2013 15:21
Nei giorni scorsi il Sindaco ha comunicato al presidente che la sua stanza è stata spostata. “ Come si evince dallo Statuto del Comune e dal Regolamento del Consiglio, il cambio della stanza della presidenza è un atto gestionale e non di competenza del sindaco ma bensì del dirigente dell’Area Amministrativa, il quale deve tener conto delle direttive emanate dal presidente. – dice il presidente del consiglio, Paolo Battaglia – La mia stanza è stata spostata in fondo al corridoio ed è, tra l’altro, una stanza di passaggio per accedere agli archivi ostacolando l’adeguata riservatezza degli uffici”. Per il presidente del consiglio questo spostamento di stanza non è l’ultimo fatto sgradevole nei suoi confronti. “Già in precedenza ci sono stati altri fatti simili come quando su richiesta del consiglio avevo chiesto un incontro al prefetto per discutere di alcuni atti intimidatori successi in città e si è presentato il sindaco da solo scavalcando la volontà del consiglio”. Il presidente, in seguito a tale comportamento, ha inviato al Prefetto di Ragusa un esposto per metterlo accorrente del fatto che il primo cittadino, sia sul piano della correttezza istituzionale e della legittimità, agisce in modo tale da destare perplessità. “Certo che pensare che la politica, in un momento così difficile, si occupi di questione di stile e cortesia è veramente deprimente. Aver nominato il nuovo dirigente ha comportato una modifica negli uffici. – spiega il sindaco – Sulla questione della riunione in Prefettura è stato il presidente del consiglio che, con scortesia istituzionale, ha rifiutato l’invito del Prefetto Vandè”.
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