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Sequestro a Vittoria, caccia alla “banda della Panda”: si stringe il cerchio sui rapitori del 17enne
28 Set 2025 06:40
VITTORIA – Proseguono senza sosta le indagini della Squadra Mobile di Ragusa e del Commissariato di Vittoria per individuare i quattro uomini che giovedì sera hanno rapito un 17enne, figlio di un noto produttore e commerciante ortofrutticolo. Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza alla ricerca di due Fiat Panda – una bianca e una nera – che, secondo i testimoni e delle telecamere di sorveglianza, sono le vetture utilizzate dal commando per compiere il blitz.
Il sequestro in pochi secondi
La ricostruzione fornita dagli amici del ragazzo è chiara: il giovane si trovava con un gruppo di coetanei quando le due Panda si sono avvicinate. Quattro uomini, due scesi dalle auto e due rimasti a bordo, hanno puntato una pistola e avrebbero detto: «Vogliamo solo lui». Nessuna possibilità di reazione: il 17enne è stato caricato e portato via in pochi istanti.
Dopo circa 24 ore di silenzio, venerdì sera il ragazzo è riapparso, raggiungendo il Commissariato accompagnato da un amico che lo aveva incontrato per strada, dove i rapitori lo avevano lasciato.
Nessuna richiesta di riscatto, ma molti punti oscuri
Al momento, gli inquirenti non parlano di estorsione. «Le indagini restano aperte su ogni pista, ma non ci sono elementi che facciano pensare a una richiesta di denaro», aveva sottolineato il procuratore capo di Ragusa, Francesco Puleio, nella conferenza stampa di ieri. Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli su tutto il territorio ibleo.
Le parole del padre
Il padre del ragazzo, ancora scosso, raggiunto ieri telefonicamente ha spiegato che il figlio stava riposando: «è come un brutto sogno». Ha confermato che nessuno ha chiesto soldi. «Mio figlio mi ha raccontato di essere stato portato in un casolare, legato ma trattato bene: gli hanno dato da mangiare e da bere. Questa è la cosa più importante, sta bene», ha detto l’uomo, ribadendo che per lui conta soltanto che il ragazzo sia tornato a casa sano e salvo.
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