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AGENDA MONTI: EUROPA DELL’ECONOMIA O EUROPA DEI POPOLI
16 Gen 2013 04:45
L’Agenda Monti è carente in tre punti: cultura immateriale, sociale, politica del sud, affidata ai fondi europei. L’abbiamo già detto, in precedenti articoli, abbiamo già rivolto domande in twitter a Mario Monti, anche se sono arrivati in ritardo all’intervista rilasciata ai giornalisti .
Si dovrebbe capire se l’Europa dell’economia sovrasta quella dei popoli, auspicata da De Gasperi, Adenauer, e altri europeisti, per non andare troppo indietro. Non sono parole, sono fatti importanti.
Sarebbe bene chiedergli se la finanza, le banche,le Assicurazioni, sono prioritarie alle esigenze della gente, se l’equità è un optional, oppure no, se a pagare saranno sempre i soliti noti, in termini di tasse, se la forbice tra le classi sociali si dovrà divaricare sempre più, oppure no.
Sarebbe bene che si chiarisse che cosa sottostà alla sua Agenda: una concezione che il sociale, la cultura sono fondamentali per un popolo, che voglia crescere, oppure le leggi dell’economia sono prioritarie. Qui sta il problema reale. La risposta non deve essere data in relazione alla contingenza delle imminenti elezioni, ma in base ai valori e credo, non in base alla generica risposta di fare per sollevare dalla crisi, e far uscire l’Italia da questa, ma in base alla realtà. Linea della realtà, non delle illusioni. Non populismo, ma non sottomissione.
Necessaria la rigenerazione, il rinnovamento della politica, ma meglio scendere dai piedistalli, come qualcuno dice in facebook tra la gente comune, che sempre più è lontana dalla politica, e minaccia di non andare a votare.
Che Monti sia stato importante per l’Italia, nessuno lo nega, che ci abbia rappresentato egregiamente all’estero, nessuno lo nega, però, ora che è in politica, deve chiarire questi punti, in quanto la gente è stufa di assistere alla realizzazione di ,magari, accordi “alti”, che prescindono dal benessere comune, come poteri che sovrastano l’elettore.
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