Dalla sofferenza alla santità: Modica ricorda il Servo di Dio Nino Baglieri

La sua croce è diventata faro. La sua disabilità, profezia. Il suo sorriso, una lezione di vita. A 57 anni da quel 6 maggio 1968, giorno in cui Nino Baglieri abbracciò la sua “croce” dopo l’incidente che lo rese tetraplegico, la città di Modica si stringe attorno alla memoria viva di un uomo che ha saputo trasformare il dolore in dono, la sofferenza in missione.

Inizia oggi, con la celebrazione eucaristica e la festa del tesseramento dell’associazione “Amici di Nino Baglieri”, una settimana intensa di eventi spirituali e culturali per celebrare il Servo di Dio, simbolo luminoso di una santità feriale e profondamente umana. Una figura che continua a parlare a giovani e adulti, credenti e non, con la forza silenziosa della testimonianza.

Il cuore dell’anniversario: riflessione sulla vita e sul senso del dolore

Momento centrale sarà il seminario di lunedì 5 maggio presso l’Ospedale “Maggiore – Nino Baglieri”, dal titolo “La profezia di Nino Baglieri tra vita ed eutanasia”. Un confronto che non è solo teologico o bioetico, ma esistenziale. Di fronte a una società che spesso fatica a dare senso al limite, la voce di Nino – scritta con la bocca, vissuta con il cuore – invita a riconsiderare il valore della vita in ogni sua stagione.

«Nino ha parlato con la sua carne, con la sua fede, con la sua gioia» sottolinea don Gianni Russo, tra i relatori del seminario. «In un tempo in cui l’eutanasia viene presentata come unica via alla sofferenza, la sua storia grida un’alternativa possibile: quella dell’amore, della relazione, del dono.»

Un popolo in cammino dietro un esempio che interroga

Il culmine sarà il 6 maggio, giorno della Festa di San Domenico Savio, con la solenne eucaristia nell’Oratorio Salesiano. A presiederla, don Domenico Saraniti, Ispettore dei Salesiani di Sicilia, che ha ricordato come «Nino abbia saputo illuminare le vite degli altri anche dalla sua stanza, con lo sguardo e con la preghiera. La sua è una santità che non fa rumore ma che lascia il segno.»

La settimana si concluderà il 10 maggio con un evento educativo dedicato agli studenti: l’Istituto “Raffaele Poidomani” porterà in scena l’opera “Un lavoro per la vita”, ispirata proprio alla figura di Nino.

Un’eredità che resta, più viva che mai

A diciotto anni dalla sua morte, Nino Baglieri non è solo un ricordo. È un’urgenza. È una voce che sussurra alla coscienza di ognuno: “Non sei solo nel dolore. Puoi farne un capolavoro”. E Modica, ancora una volta, lo celebra non con nostalgia, ma con gratitudine. Perché chi ha visto brillare la luce nella notte, non può più vivere al buio.

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