VOTATI A MAGGIORANZA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2012 E IL PIANO DI RIEQUILIBRIO FINANZIARIO PLURIENNALE

Un emendamento proposto dall’amministrazione che recupera tre milioni di euro di avanzo di amministrazione per il triennio 2013-2015 consente di cambiare i saldi  e quindi le criticità del  bilancio di previsione 2012 ( rispetto del patto di stabilità)  e il riequilibrio del piano pluriennale e con questo i pareri dei revisori dei conti e del dirigente del settore ragioneria.

A maggioranza vengono votati i due atti: bilancio di previsione 2012 e piano di riequilibrio che ottiene la immediata esecuzione. Adesso la parola passa alle valutazioni della Corte dei Conti e della commissione sulla finanza locale.

Sessione mattutina ( ora 9.50)

 

Presenti ventuno consiglieri, il Presidente del consiglio comunale informa il civico consesso che i revisori dei conti stanno completando il parere sui documenti economici finanziari e  anche tenuto conto di  un intervenuto accordo con i sindacati concluso nella mattinata e quindi emerge la necessità di una sospensione del consiglio per un’ora.

Alla ripresa dei lavori sono presenti ventisette consiglieri e il Presidente Scarso informa che alla commissione bilancio mancano alcune carte e i revisori dei conti stanno completando il parere sul piano di riequilibrio finanziario e quindi al momento non si è in condizione di poter iniziare la discussione.

Il Presidente del consiglio comunale traccia un percorso da seguire: appena gli atti verranno in consiglio sarà l’amministrazione ad illustrarli, il dirigente del settore darà una spiegazione tecnica e quindi i revisori dei conti illustreranno il loro parere poi  saranno i consiglieri commissari della commissione bilancio ad intervenire

Si aprono una  serie di interventi. Il primo  è quello del consigliere dell’Udc Massimo Puccia il quale ritiene che oggi il consiglio non sarà posto nella condizione di poter discutere in quanto le carte arriveranno in ritardo in consiglio.

C’è la necessità di capire quali tipi di interventi saranno fatti e il parere sul bilancio, da parte dei revisori, è pesante e quindi ci sono difficoltà ad affrontare serenamente l’argomento.

Le conseguenze negative cadranno in testa alla Città e ognuno deve dare le proprie giustificazioni. Ma è necessario fare chiarezza con un’amministrazione che deve illustrare le linee di intervento che intende fare. Ritiene che la discussione sulla scorta degli atti conoscibili si può aprire.

Il Presidente del consiglio comunale sottolinea il fatto che mancando le carte non si potrà discutere e deliberare su nulla e c’è la necessità di non poter comprimere il dibattito.

Il Presidente Scarso ritiene che in due ore si possono valutare le carte e quindi fare una pausa e andare poi al dibattito discutendo sulla scorta di una proposta di deliberazione.

Il capogruppo del Sel Vito D’Antona denuncia il tempo  che si è perduto e non si può forzare ancora la pazienza dei consiglieri ma si dica una volta per tutte quando si verrà in possesso del resto delle carte.

Il consigliere del PDL Nino Gerratana valuta che non c’è la possibilità di rinviare il consiglio in quanto la discussione si può aprire; essere responsabili non paga essendo stati giudicati dal Sindaco irresponsabili sui giornali, quando irresponsabile è l’amministrazione. Denuncia che i consiglieri non hanno nessun atto da poter visionare; ritiene che la verità stia nel fatto che la maggioranza non ha i numeri per andare avanti e che comunque il consiglio non va sospeso in quanto i revisori stanno per completare il parere sul piano. Propone che si voti per decidere se approvare tutto in un unico atto o con due atti, afferma, poi, che gli atti non sono stati depositati ventiquattro ore prima all’ufficio di presidenza come da regolamento.

Il capogruppo di Territorio Paolo Nigro  si dichiara d’accordo con il fatto che il Sindaco si alzi e dica al consiglio comunale come stanno le cose. Se all’ufficio di presidenza, al di là delle 24 ore, non arrivano gli atti non si può procedere ad una discussione.

Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Quello che sta accadendo è grave  e ritiene che non si può imbavagliare la città su questo e quindi nel pomeriggio è necessaria una ripresa televisiva e chiede al Sindaco ad intervenire.

Si appella al Presidente Scarso per garantire un dibattito adeguato sui punti senza dover decidere all’ultimo momento.

Il Presidente Scarso ritiene che i ritardi saranno oggetto di valutazioni politiche e autorizza la ripresa televisiva, in diretta o in differita, della seduta di oggi.

Il consigliere Giorgio Stracquadanio ritiene che insiste una forte difficoltà ad affrontare i lavori del consiglio anche da parte di alcuni consiglieri di maggioranza. Sessanta giorni fa il civico consesso ha votato l’adesione ai decreto Salva Enti e la preparazione del bilancio di revisione 2012.

In questi lasso di tempo non c’è stato un confronto con i consiglieri comunali.

Ciò non è stato fatto e il sindaco deve spiegarlo alla Città. Questo comportamento non è giusto e si pretende rispetto.

Poi pone un problema legato al parere dei revisori che richiamano i consiglieri ad assumere decisioni di grande responsabilità. Il ritardo è inquietante come se si nascondesse qualcosa.

Il Presidente del consiglio comunale aggiorna la seduta alle ore 16.00 attesi i lavori della commissione bilancio che deve formulare un parere.

 

Sessione pomeridiana ( ore 17.00)

 

Presenti 26 consiglieri all’appello la seduta è valida e il Presidente del Consiglio comunale informa che l’atto relativo al piano consta di due atti autonomi: bilancio di previsione 2012 e il piano di riequilibrio in quanto funzionalmente collegati.

Il Presidente auspica una discussione aperta e invita a dare un voto di coscienza atteso il momento importante che deve essere costruttivo e propositivo.

La proposta(allegata al comunicato) evidenzia un risultato di amministrazione per l’anno 2011  di € – 8.809.452,40 e il disavanzo di amministrazione alla data del 20 dicembre 2012  pari ad euro  € – 26.999.301,04.

L’importo complessivo dei debiti fuori bilancio da includere nel piano decennale di riequilibrio ammonta a complessivi euro € 10.211.244,60

Il parere del dirigente del settore ragioneria è favorevole sul bilancio di previsione 2012. Conosciuto lo squilibrio fornirà il parere sul piano pluriennale in quanto l’adozione del primo atto è propedeutico al secondo punto e lo farà dipendere dal parere dei revisori dei conti. Il dirigente del settore ragioneria sostiene che così come è stato formulato il piano non supererà le criticità,  e che comunque le valutazioni della commissione, che lo valuterà, potrà richiedere  una rivisitazione del piano nei punti critici; i revisori dei conti hanno espresso due pareri. Uno sul bilancio e l’altro sul piano pluriennale: sul bilancio di previsione 2012 il parere tiene conto della necessità di riequilibrare il bilancio ed esprime parere favorevole con riserva  sulla adozione di tutte le misure necessarie da apportare al Piano di equilibrio Finanziario Pluriennale. Sul piano pluriennale è stato espresso, anche qui, parere favorevole con riserva con medesima motivazione.

Il parere dei revisori dei conti sulle partecipate scrivono di rilevare evidenti criticità. Come evidenti criticità vengono rilevate dall’esame della proposta del piano di riequilibrio pluriennale soprattutto sui mantenimento di costi non obbligatori.

A norma di regolamento undici consiglieri chiedono una votazione per ogni atto sui due punti in discussione. Si procederà, quindi, a due votazioni. La richiesta è accolta a termini di regolamento.

Gli argomenti vengono esposti dal Sindaco Buscema, riconosce i disagi espressi dai consiglieri comunali atteso il ritardo con cui sono stati depositati gli atti. Non c’è alcun dolo in questo ma la ragione va ricercata nell’emergenza di completare gli atti, peraltro complessi,  utilizzando tutti i sessanta giorni. Un impegno che ha coinvolto tante persone dell’ente compreso il consiglio comunale.

La straordinarietà dell’atto è legata al controllo semestrale della Corte dei Corti, una volta approvato il piano e quindi c’è l’obbligo, da domani, da parte dell’amministrazione, di renderlo attuativo con la consapevolezza di una verifica terza e reale.

Sull’argomento non c’erano riferimenti attesa la materia nuova.

Quindi tutto è stato redatto senza una linea guida. E’ stata fatto un lavoro enorme di ricognizione, rapida e pronta, dei dati dai vari settori. Ieri la pubblicazione della legge sulla stabilità ha cambiato alcuni numeri nella proposta dei due documenti finanziari e quindi ha determinato un lavoro in più.

La relazione del Sindaco (si allega al comunicato) viene illustrata in consiglio comunale e che indica il quadro sinottico dei debiti e le cause che lo hanno determinato e le misure che si intendono attuare per fronteggiare il debito pari a €-38.491.798  che è la somma da inserire nel piano decennale.

I campi di intervento riguardano: i costi della politica, Servizio di nettezza urbana, Energia elettrica, Società comunali, Servizi sociali, Palazzo di giustizia, Gestione dei servizi comunali, Personale dipendente, Gestione dei servizi comunali, Copertura dei servizi a domande individuali, Incremento aliquote, Patto di stabilità.

Il Sindaco valuta importante un’adesione alla proposta perché investe gli interessi e il futuro della Città. Il dirigente del settore ragioneria, dr. Angelo Sammito, illustra tecnicamente i due atti.

Il 30 ottobre scorso la proposta di bilancio di previsione era pronta per andare in consiglio.

Ma l’intervento della Corte dei Conti, con i rilievi e la consistenza ridotta dei trasferimenti da parte della Regione Sicilia con provvedimento legislativo. Questo costringe l’ente a rivedere la proposta di bilancio di previsione che  oggi, attesta la straordinarietà, è utile a fare emergere lo squilibrio.

Il calcolo dello squilibrio è fatto sul riaccertamento dei residui attivi e passivi. Il disavanzo dovrà essere sanato con le risorse del bilancio. Quindi un bilancio veritiero in quanto fondato su entrate reali.

L’ipotesi di un piano di riequilibrio dovrà dimostrare il ripiano di disavanzo e il rispetto del piano di stabilità.

L’atto è unico in quanto l’adozione del bilancio di previsione è propedeutica alla discussione del piano di riequilibrio pluriennale: senza l’approvazione del primo non sussiste il secondo.

Il bilancio del 2012 contiene in se le gravità dei bilanci degli anni precedenti e sono stati eliminati 16 milioni di debiti fuori bilancio con risorse di bilancio.

Il Presidente dei revisori dei conti dr.ssa Anna Maria Aiello illustra le motivazioni dei pareri ai due atti di cui si è fatto riferimento. Si evidenzia per il bilancio di previsione il mancato rispetto del patto di stabilità che non rientra nei parametri stabiliti per legge. Illustra la carenza di entrate di competenza rispetto ad uscite superiori e questo ha determinato lo squilibrio finanziario.

Per quanto attiene il piano di riequilibrio pluriennale deve porre la Corte dei Conti in una situazione di favorevole accoglimento con una previsione decennale che è difficile ed è per questo che l’atto deve contenere segnali significativi. Non si registra un differenziale utile a rispettare il patto di stabilità. Le previsioni devono essere tali da consentire una sua approvazione. Critica è la stessa previsione di spesa per l’integrazione del personale stabilizzato ( ex contrattisti) e invita a definirle una volta per tutte.

Sulle partecipate hanno chiesto un controllo attento e periodico soprattutto per la Multiservizi che dal 2010 è in liquidazione e che non può essere così lunga. Bisogna definire l’incerto e le criticità della partecipata. Se non si andasse ad approvare la procedura c’è il dissesto che non da più la possibilità di valutare di confrontarsi perché è una procedura tecnica. Auspica un’approvazione del piano di riequilibrio perché è una grande opportunità per la Città. Rispondendo ad una domanda del Presidente Scarso, il presidente dei revisori dei Conti dichiara che il bilancio di previsione non è alla data di oggi, con una gestione compiuta al 30 dicembre 2012, modificabile per rientrare entro il patto di stabilità.

Se si approva il bilancio senza il rispetto del patto di stabilità la sanzione è pari alla differenza tra l’obiettivo specifico che l’ente avrebbe dovuto raggiungere nel 2012 e il risultato che ha raggiunto. Nel caso del Comune di Modica attesa la legge sul Patto di Stabilità si tratta di: una riduzione dei trasferimenti dallo stato  nella fattispecie dell’ordine dei tre milioni di euro, una riduzione del fondo sperimentale, riduzione negli impegni di spesa, non indebitamento per investimento, nessuna assunzione di personale a qualsiasi titolo.

Dopo alcune domande tecniche dei consiglieri su alcuni dati di bilancio e sul piano di riequilibrio in ordine al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, sul parere dei revisori espresso favorevole con riserva e quindi si pone il problema se queste criticità possano essere superate o meno con l’adozione del piano pluriennale.

Il presidente dei revisori dei conti rileva che il consiglio comunale ha il potere decisionale ed è supportato dal parere dei revisori; le criticità devono essere risolte dal consiglio.

Il bilancio di previsione ha una sua criticità nel patto di stabilità. Lo squilibrio del bilancio può essere sanato dal piano di riequilibrio pluriennale e il consiglio che deve valutare e i revisori dei conti non possono entrare nel merito.

L’amministrazione per bocca del’Assessore Giuseppe Sammito rileva che nel piano di riequilibrio c’è un differenza di 14 milioni di euro in termini positivi che sul piano di risanamento  mettono in sicurezza i conti grazie a questa copertura cautelativa. Problematica, invece, la questione riferibile al mancato rispetto del Patto di Stabilità. Per il 2013 l’amministrazione ha pienamente idea di quali possono essere gli interventi da fare: ex contrattisti stabilizzati per 12 ore e hanno avuto assicurato  36 ore. Se l’amministrazione decide di ridurre le ore si rientrerebbe visto che costano tre milioni e seicento; altra soluzione è quella di chiudere la società Servizi per Modica risparmiando  due milione e seicento mila euro oppure quella di incrementare le aliquote l’Imu.

Sono queste proposte che non si stanno facendo. Oggi non ci sono le condizioni per rispettare il Patto di stabilità ma legislativamente il tema è in progress per gli enti locali in difficoltà e quindi novità potrebbero essere presto concretizzate; in ogni caso c’è il tempo per ritornare sull’argomento. Il danno sulla sanzione per il Comune sarebbe inferiore a quello sociale e strutturale che si riverserebbe sulla Città.

Il dibattito viene aperto dal capogruppo Sel Vito D’Antona rileva che i consiglieri comunali si ritrovano soli perché sono al centro dei rilievi forniti dalla Corte dei Conti che intima che entro la data del 14 gennaio il Comune deve rientrare da tutte le criticità rilevate se non lo fa la Corte proporrà il percorso del dissesto.

Ritiene invece che c’è in atto un’unica possibilità rispetto al dissesto è quella di adottare il piano

Pluriennale. Il disseto comporterebbe un aumento di tutte le aliquote, rideterminazioni della pianta organica.

Si ritiene più preoccupato sul bilancio di previsione rispetto al piano.

C’è sul piano triennale sostanzialmente sfavorevole del dirigente e favorevole con riserva dei revisori sui due atti. Sul bilancio non si può risolvere la criticità del patto di stabilità in quanto ad oggi non sarà possibile individuare una soluzione. Ci sono questioni oggettive ma anche soggettive che hanno determinato lo squilibrio. Ma è anche chiaro che questa sera bisogna evitare la macelleria sociale che sta di fronte come soluzione alla criticità dei conti. Il piano di riequilibrio va comunque adottato perché l’alternativa è il dissesto. Si dichiara d’accordo con le analisi fatte dall’assessore Giuseppe Sammito cioè contro una macelleria sociale. Invita i consiglieri a porsi costruttivamente rispetto all’argomento al fine di evitare il dissesto. Necessario un minino di raccordo.

Il consigliere del Pdl Bartolo Azzaro attacca qualche giornalista perché è stato etichettato assenteista ma respinge questa accusa sostenendo che il consiglio non è stato posto la condizione di poter operare perché non sono arrivate le carte per poter discutere dell’argomento e quindi le responsabilità sono dell’amministrazione. Già il bilancio del 2011 era in squilibrio e quindi i problemi c’erano già allora. Ricorda il fatto che il Sindaco di non aver voluto azzerare la giunta e questo dimostra che il primo cittadino è nelle mani di qualche eminenza.

Non si può dare una risposta alla città perché stasera si rischia dal punto di vista personale; consiglieri e revisori dei conti di comuni limitrofi sono stati messi sotto indagine giudiziarie per queste argomenti.

Non possiamo risolvere i pasticci operati dall’amministrazione.

Il capogruppo del PD Giorgio Zaccaria valuta importante votare il piano di riequilibrio finanziario contrariamente ci si decapita in quanto la soluzione è il dissesto che potrebbe essere postcipato a 90 giorni. Spiega che sul bilancio preventivo non c’entrano le responsabilità penali del consigliere in quanto atto programmatico diversamente, invece, dal consuntivo.

E’ il momento di costruire un momento unico su questo argomento anche perché questo richiama alle proprie responsabilità il singolo consigliere che è potatore di consensi e quindi delegati a risolvere i problemi della collettività. Si ha il dovere di evitare il disastro fin quando tutto ciò sarà possibile. Pone la questione dello scioglimento del consiglio in caso di mancata approvazione del bilancio e quindi si andrebbe al dissesto.

Il consigliere Giovanni Migliore ricorda di essersi astenuto sulla votazione della delibera di adesione al pre dissesto perché aveva anticipato che tutto si sarebbe risolto in un bolla di sapone.

Prende a riferimento le motivazioni politiche che questa amministrazione ha posto nella formazione dei bilanci riferibili alla legislatura; motivazioni  uguali a quelli che supportano gli atti di questa sera. Sono indici che non sono mai stati rispettati  in questi quattro anni.

Stasera ci si trova davanti ai pareri legittimi dei revisori a fronte di discussioni politiche che hanno di tutto e di più. Rispetto ai tagli previsti dallo Stato e dalla Regione questa amministrazione avrebbe dovuto fermare la spesa. Invece così non è stato compreso il fatto che nessun controllo è stato fatto sulla partecipata rispetto al debito registrato e che deve essere ripianato nel bilancio.

Le criticità del piano sul lato dei numeri sono evidenti; la mole dei costi non hanno coperture rispetto alle somme disponibili. L’anticipazione di cassa con questo piano non potrà mai essere risanata. Gli oneri sugli interessi non potranno essere ridotti. Il problema potrà essere risolto con gli avanzi di amministrazione. Le criticità poste dai revisori sono evidenti. Nella decisione influiscono le cose dette rispetto alle valutazioni politiche rivolte alla precedente amministrazione e auspica di trovare una decisione che possa essere spostata da tutti.

Il consigliere del PDS Tato Cavallino chiede scusa, in veste da amministratore, ai consiglieri per il ritardo con cui gli atti sono arrivati in consiglio. La colpa è legata alla straordinarietà del momento e al modo difficile in cui muoversi su una materia così nuova e complicata. Invita il consiglio ad affrontare e risolvere il problema.

Il capogruppo del Pdl Luigi Carpenzano denuncia il ritardo con cui gli atto sono giunti in consiglio e nessuno dell’amministrazione ha chiesto collaborazione all’opposizione. Non si può votare un bilancio che non rispetta il patto di stabilità né un piano che ha il parere negativo del dirigente finanziario. La responsabilità è del Sindaco e dell’amministrazione e loro lo devono risolvere. Il Sindaco aveva annunciato lo scorso anno un miracolo finanziario e i risultati sono stati questi non mettendo la città a conoscenza di quello che accade in consiglio e solo stasera grazie alla volontà dell’opposizione si sta riprendendo televisivamente la seduta.

Il capogruppo di NP Nino Cerruto valuta che se l’atto fosse stato approvato una settimana fa non si potevano beneficiare delle misure previste dalla legge di stabilità. Giustifica l’atteggiamento degli amministratori che sono stati impegnati in un lavoro svolto con una tensione costruttiva. Non si può fare sciacallaggio su queste questioni. Il 99% dei debiti fuori bilancio, circa ventisei milioni di euro, è stato fatto nel periodo 2002-2006.

Fa una analisi del bilancio di previsioni in ordine allo squilibrio che è dovuto al pagamento di quattro milioni di debiti fuori bilancio e di quattro milioni in mancati trasferimenti. Pone qualche riserva sul piano pluriennale perché registra uno squilibrio nel bilancio di previsione che al momento non si può sanare. Non votare il bilancio di previsione vuole dire non votare il piano e quindi si va al dissesto. Bisogna ascoltare la propria coscienza se si pensa al personale dell’ente e ai cittadini che hanno bisogno di servizi.

Il consigliere Giorgio Stracquadanio registra molte perplessità e numerose ombre sulle cose che si intendono votare. Sciorina i debiti che si intestano all’amministrazione e sono certificati e oggi si fugge al confronto perché ci sono verità nascoste come i debiti che oggi sono emersi.

Rivendica il lavoro della precedente amministrazione foriero di cose fatte. Ma questi debiti emersi a cosa si riferiscono ? Solo un miracolo potrà salvare la Città. In questi cinque anni non è stata fatta una politica di risanamento. Ognuno si assuma la propria responsabilità raccontando questa storia alla collettività.

Il capogruppo dei Popolari, Salvatore Cannata, rileva le responsabilità dell’amministrazione nei confronti del consiglio comunale e che solo oggi incensa e rispetta il civico consesso. Non condivide l’idea dell’assessore Sammito di un dissesto pilotato e da concretizzare nella prossima legislatura.

Non crede alla malafede dell’amministrazione circa il ritardo del deposito della documentazione; le dinamiche di legge non hanno consentito di completare in tempo utile gli atti da portare al consiglio. Si tratta di un atto non votabile in quanto potrebbe essere illegittimo e si spera nella magnanimità della Corte dei Conti. L’amministrazione ha fallito l’obiettivo che si è posto nel 2008.

La verità e che ci si trova di fronte ad un bilancio di previsione squilibrato e con un piano di riequilibrio che contiene lo squilibrio.

Il consigliere Carmelo Abate ritiene che l’amministrazione sta consegnando al consiglio una situazione di dissesto. Si poteva dichiarare prima, quando cioè questa amministrazione si è insediata senza caricarsi di responsabilità. Si sono fatte delle scelte diverse che avrà dato qualche risultato e oggi ci si trova di fronte ad un debito consistente. Ritiene che ci saranno delle cause che stanno alla base del disavanzo e comunque si doveva pensare prima ad un piano di risanamento dei conti. Denuncia ancora oggi entrate che non possono essere riscosse.

Il consigliere Diego Mandolfo ha consapevolezza che si tratta di atti difficili ma si è chiamati ad un atto di coraggio per fronteggiare un risanamento economico. Non è utile stasera individuare un colpevole. Non è produttivo fare discorsi contro ma farli per qualcosa o per qualcuno; bisogna individuare una ricetta per venire fuori dal’impasse. Rimane coerente con la scelta fatta all’inizio di legislatura cioè quella di evitare il dissesto finanziario.

Il consigliere del PDL Michele D’Urso desidera sapere quale atto bisogna approvare al di là delle motivazioni politiche che sono state illustrate in aula. Il Sindaco ci dica cosa intende fare in termini di linea guida da seguire perché l’ente posa essere amministrato nei prossimi dieci anni.

Le proposte sono corredate da pareri critici e la maggioranza voterà per spirito di servizio.

La minoranza in modo corretto, non coinvolta, voterà contraria o si asterrà. Il consiglio non è stato posto nella condizione di entrare nei numeri e non c’è un piano B. Bisogna capire se l’amministrazione recepirà le criticità emerse e se modificherà gli atti di conseguenza. Propone una sospensione e capire l’atteggiamento dell’amministrazione che deve essere all’altezza del compito che le è stato affidato.

Il consiglio viene sospeso e riprenderanno alle 22.30.

Alla ripresa dei lavori presenti sono presenti ventisei consiglieri e il Presidente Scarso annuncia la pronuncia di un emendamento che recupera tre milioni di euro e salva il patto di stabilità nel bilancio di previsione e questo dovrebbe comportare una rivisitazione del parere dei revisori dei conti e del dirigente del settore finanziaria.

Prima proposta sul bilancio:

proposta sul piano pluriennale

L’emendamento dell’amministrazione e della sua maggioranza che si pone l’obiettivo di superare i pareri dei revisori e del dirigente del settore finanziario viene illustrato dall’assessore Giuseppe Sammito che così si dispiega: uscite per il primo triennio – 2013,2014,2015.  (fatti salvi gli anni dal 2016 al 2022): con un avanzo primario di € 3.000.000,00. Esattamente un avanzo di e 3.024.043per il 2013, € 3.059.083 per il 2014 e €3.040.238,00 per il 2015.

La somma si ottiene con le uscite, per i primi tre anni, attraverso l’azzeramento dell’ Indennità amministratori a zero per il primo anno, riduzione straordinario dei dipendenti, riduzione fondo dipendenti, dalle liti,  dalle società partecipate, iniziative di promozione,  ex contrattisti.

Da parte delle entrate solo per l’aliquota IMU seconda casa aliquota 8,6 per mille ( per il  2013 e il 2014 mentre per gli anni successivi un riposizionamento secondo le precedenti aliquote).

 Il parere del dirigente del settore finanze è positivo così come quello dei revisori dei conti avendo l’emendamento superato le criticità emerse nel corso delle illustrazione degli atti.

Per dichiarazione di voto il capogruppo di Territorio Paolo Nigro atteso che allo scoccare della mezzanotte non ci si può chiedere di votare gli atti e annuncia il voto contrario al bilancio di previsione così come il piano di riequilibrio pluriennale.

Il capogruppo Sel Vito D’Antona  non condivide ne i modi ne i contenuti dell’ultimo emendamento in quanto creerà una gestione difficile per l’amministrazione e il consiglio: vedi aumento IMU e il consolidamento delle 36 ore per i contrattisti che non viene rispettato e la questione della SPM. Il suo voto è un voto tecnico e vota per la Città perché vuole evitare il dissesto finanziario.

Il presidente Scaro

Ai voti l’emendamento al bilancio di previsione anno 2012 è votato a maggioranza con 14 voti favorevole e nove contrati.

Il bilancio di previsione anno 2012 viene votato a maggioranza con 14 voti e nove contrari.

Ai voti l’emendamento al piano di riequilibrio pluriennale riequilibrato è 15 a favore, sette contrari e due astenuti.

Si passa alla votazione di un emendamento tecnico presentato dai consiglieri Aurnia e Mandolfo che ottiene 15 bvoti a favore, sette contrari e due astenuti.

Si passa alla votazione del Piano pluriennale riequilibrato che ottiene quindici voti a favore, sette contrari e due astenuti.

Il documento viene dotato della immediata esecutività con 15 voti favorevoli, sei contrati e due astenuti.

Il presidente del consiglio comunale Scarso ringrazia il consiglio comunale per l’opera svolta e questa volontà che beneficia la Città sperando in un suo futuro migliore. Un ringraziamento particolare rivolge ai revisori dei conti, al dirigente del settore finanza.

Invita l’amministrazione a predisporre lo schema di bilancio 2013 e di presentarlo entro gennaio prossimo; senza il bilancio 2013 non sarà possibile andare avanti.

Con gli auguri di rito si chiude questa maratona consiliare e augura un buon anno a tutti.

 

 

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