I GRUPPI DI MAGGIORANZA DEL COMUNE DI POZZALLO RESPINGONO AL MITTENTE LE ACCUSE DI FASCISMO

“Chi di denuncia ferisce di denuncia perisce”. Questo, in buona sostanza, con riferimento alla “espulsione” per incompatibilità dal civico consesso di Pino Asta, il contenuto del comunicato diffuso da partiti e movimenti di maggioranza: Sel, Psi, Pozzallo Giovane, Luigi Ammatuna Sindaco. “L’intera procedura – si legge nel documento – è stata contrassegnata dall’impegno di assicurare al consigliere le garanzie di legge. Lo stesso, per contro, ha ritenuto di utilizzare tutti i momenti consiliari per strumentalizzare la doverosità dell’atto, in un crescendo di insinuazioni, tentativi di terrorismo psicologico, se non di insulti, e, a volte, di vere e proprie minacce. Alle pesanti accuse di fascismo ricordiamo a chi le ha promosse che fascista è colui che non accetta le regole della democrazia. D’altronde, dopo una vita accanto ai potenti, da Cuffaro a Drago, il consigliere Pino Asta, colui che dalla casta ha ricevuto incarichi e prebende, si è forse disabituato all’assenza di potere. Nonostante ripetute e sonore sconfitte elettorali, non ha ancora imparato ad accettare idee diverse dalla propria. Ancora una volta la storia dimostra che chi mette in moto la macchina del sospetto, della denunzia e del terrore, trasformando la civica assise in un’aula di tribunale, alla fine ne rimane travolto, lasciando attorno a sé una immagine desolante. L’opposizione, in particolare Toscano dell’Mpa ed Aprile della lista Roberto Ammatuna sindaco, dopo aver votato l’avvio della procedura di incompatibilità, si è assentata dalla seduta, sottraendosi alle proprie responsabilità. Ne prendiamo atto. Noi non abbiamo, né avremo paura delle minacce di Asta”.

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