DI MALE IN PEGGIO IL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI A POZZALLO

Lavoratori ecologici stanchi, sfiduciati, senza stipendi; la  GeoAmbiente, che ha in appalto il servizio di raccolta rifiuti e pulizia della città, versa in gravissime difficoltà economiche ed operative; il Comune, da parte sua, dopo avere operato il massimo sforzo finanziario con l’accreditamento in pochi mesi di oltre 600.000 euro in favore della ditta, con l’intesa che tale somma sarebbe servita per pagare gli stipendi ai netturbini, ha deciso di ricorrere allo scioglimento del contratto per palese inadempienza contrattuale e di indire una gara per l’affidamento temporaneo del servizio. La prima è andata deserta. Il quindici ottobre sapremo quale sarà l’esito della seconda. Ieri l’altro in Prefettura gli avvocati della GeoAmbiente hanno promesso che entro la giornata di mercoledì sarebbe stato corrisposto ai lavoratori dipendenti il 60% della quattordicesima. La promessa è stata mantenuta. Il servizio in città però peggiora di giorno in giorno. Il 90% della spazzatura è rimasto nei contenitori. La città è sporca. La ditta dispone di tre autocompattatori, di cui uno è fuori uso ed un altro è fermo perché privo di collaudo. Gli  automezzi sono senza assicurazione. Incrociamo alcuni lavoratori.

“Si è vero – confermano – nel pomeriggio è arrivato da Belpasso un incaricato della GeoAmbiente il quale ci ha consegnato un assegno a testa di 600,00 euro. Dire che siamo soddisfatti sarebbe da ipocriti. La somma consegnataci ci serve per comprare l’indispensabile per poterci sedere a tavola. Per il resto viviamo un vero dramma, perché ognuno di noi ha impegni mensili da rispettare che non possono essere rimandati. Puoi tamponare un mese, ma quando rimani senza busta paga per 120 giorni, tutto diventa maledettamente difficile. La situazione che si è venuta a creare è insostenibile. La ditta non riesce più ad andare avanti. Oggi con i mezzi fermi abbiamo toccato il fondo. Lavorare in queste condizioni è impossibile. A questo punto, a nostro parere, le autorità preposte dovrebbero esaminare il problema anche dal punto  di vista della pubblica igiene e della salute dei cittadini”. 

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