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GIOVANI ASPIRANTI GIORNALISTI PREPARATEVI CON LA LAUREA PER FARE QUESTO MESTIERE
12 Ago 2012 08:53
In pieno fermento la normativa sulla regolamentazione della professione di giornalista in Italia. Entra a far parte della “normalità”, il possesso della laurea; solo Italia e Tailandia consentivano anche a chi era semianalfabeta di fare il giornalista (pubblicista) anche se dobbiamo dirlo con gramde entusiasmo ora non più nel nostro Paese perchè anche gli aspiranti pubblicisti fanno dopo due anni di pratica, due stages ed un colloquio mentre per chi non ha almeno il diploma di scuola media di secondo grado il colloquio è propedeutico anche all’esame e persino all’accettazione della domanda di iscrizione.
Primo punto in cui, come i nostri lettori ricordano, avevamo ragione: La laurea introdotta per l’accesso alla professione deve essere indistinta per i pubblicisti e specifica (giornalismo, lettere, sociologia, scienze politiche, comunicazione e titoli equipollenti) per i professionisti. Questo perchè un avvocato, un medico, uno psicologo, un veterinario (per citare solo le professioni dei titolari delle nostre rubriche settimanali) deve potersi iscrivere all’Ordine dei giornalisti, sezione pubblicisti per fa articoli attinenti alla loro professione ed anche altro.
Avevamo ragione anche quando auspicavamo il mantenimento dell’elenco pubblicisti perchè, come dicevamo, un professionista delle discipline non giornalòistiche che svolge il suo lavoro sia in privato che in un ente pubblico, non può incorrere nella violazione penale di esercizio abusivo della professione ancorchè l’art. 21 della Costituzione (che per molti soloni del diritto non c’entrerebbe ed invece c’entra e come) dà piena libertà di esprimere il proprio pensiero in tutte le forme possibili ed immaginabili.
Altri piccoli dettagli come ad esempio il collegio per l’esame dei comnportamenti dei giornalisti, ke censure, le sanzioni, persino la cancellazione dall’albo devono essere esaminati attentamenti per non incorrere in errori del passato che hanno fatto gridare allo scandalo perchè si sarebbe verificato una difesa ad oltranze della “casta” o esattamente il contrario verso i giornalistri considerati delle “pecore nere”.
Per oggi vi basta sapere che consideriamo le innovazioni una nostra vittoria o quanto meno una rispondenza molto esatta del nostro modo di esaminare le cose. Sull’equo compenso abbiamo molte remore e non già perchè vogliamo “affamare” i praticanti e soprattutto gli aspiranti ma perchè così come viene articolato manderebbe in fallimento tanti e tanti piccoli editori. Ma noi che siamo piccoli abbiamo trovato il metodo, giuridicamente ineccepibile, per non fallire le azienda editoriali e quindi i nostri giornalisti possono stare tranquilli che non saranno “defenestrati “.
Infine un’ultima osservazione: Da come qualche mese fa o anche dal Decreto Monti che ricordiamolo entra in vigore il 13 agosto vemniva prospettata la vicenda della professione di giornalista è stata fatta una virata di 180 gradi, cioè come chiedevamo noi.
Che ci abbiano sentiti ?
…….
Sull’argomento abbiamo ricevuto una lettera del nostro collaboratore aspirante giormalista-pubblicista Vito La Terra
Gentile dott. Portelli,
con la presente per ringraziarla dell’opportunità che mi è stata concessa. E’ stato bello finchè durato, anche solo aver accarezzato da lontano l’idea di poter entrare a far parte del suo mondo, quello di chi informa quello di chi racconta i fatti con scrupolo, tenendo presente forse una cosa importante quello che conta non sono gli oggetti, ne i riflessi ne le ombre della comunicazione quello che conta davvero è lo sguardo, quello che conta sta nell’occhio e nel cuore di chi guarda.
Apprendo con personale amarezza che nel decreto “salva italia” è stato inserito (forse giustamente) un punto che prevede che gli aspiranti pubblicisti siano in possesso di una qualsiasi laurea. Provengo da una famiglia umile, dove si è sempre parlato poco e lavorato troppo. Io non ho avuto la fortuna, la possibilità economica di laurearmi come avrei voluto. Ciò nonostante, in un Paese democratico o meglio “parzialmente democratico”, mi piace ancora pensare che anche gli ultimi, pur non essendo laureati, possano ambire ad esempio alle più alte cariche dello Stato. La norma inserita nel decreto preclude, a quanto pare, la mia collaborazione col suo giornale e ovviamente non posso far altro che prenderne atto e lo dico con dispiacere, rammarico, sconforto perchè mi sarebbe piaciuto continuare aldilà del “tesserino”, per il puro piacere di informare e scrivere informando. Peccato.
La possibilità che mi è stata concessa è stata talmente grande ed importante che non mi piace salutarla via mail, auspico pertanto di poterla incontrare in questi giorni in modo da poter esprimere dal vivo la mia riconoscenza nei suoi confronti.
Con rinnovata stima e sincero rispetto.
Vito LaTerra
La risposta di Franco Portelli
Caro Vito penso che la nuova legge non sarà promulgata prima che tu abbia compiuto il biennio di collaborazione con Ragusa Oggi che è prossimo alla conclusione. Quindi conoscendoti come sai lavorare specie in un quotidiano on line essendo un grandissimo esperto del Web, ti consiglio di continuare ancora per poco ed iscriverti all’Albo secondo la regolamentazione attiuale. Il resto si vedrà dopo ma tu sarai inserito a pieno titolo nel cast del giornale una volta iscritto all’Albo.
Avanti tutta Vito e in contriamoci quando vuoi
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