Un gesto di grande generosità ha segnato nei giorni scorsi l’attività dell’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica, dove è stato effettuato un prelievo di cornee su una giovane paziente deceduta prematuramente. Un atto di solidarietà reso possibile dopo l’accertamento della morte cerebrale e nel rispetto della volontà espressa in vita e della sensibilità dei familiari, che hanno […]
Distribuzione automatica, la pandemia ha favorito la crescita del settore
15 Lug 2021 09:05
Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite.
Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI
Il settore della distribuzione automatica continua il suo veloce processo di espansione, che negli ultimi mesi si è peraltro ulteriormente accentuato. Attualmente, secondo una ricerca realizzata da Ipsos per conto di Confida, l’associazione italiana distribuzione automatica aderente a Confcommercio, sono 2.500 i “negozi automatici”. Si trovano prevalentemente al Nord (50%), seguito dal Sud (33%) e dal Centro (20%).
“Anche nella nostra provincia – chiarisce il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – si è registrata una crescita esponenziale, favorita con molta evidenza dai mesi di pandemia. Stiamo parlando di un incremento del 45% nel giro di un anno”.
L’ubicazione più frequente in città è nelle zone commerciali accanto a negozi e ristoranti (40%), ma se ne trovano abbastanza anche nei pressi delle fermate dei mezzi pubblici (10%), di scuole (10%) e in centro (10%). La classifica dei prodotti più venduti in provincia di Ragusa è guidata da acqua minerale e bibite, con a ruota snack e piatti pronti e caffè e altre bevande calde. Quanto ai consumatori, il 93% valuta positivamente l’esperienza presso i “negozi automatici” soprattutto perché più veloci dei tradizionali punti vendita (44%), per la comodità (29%), per il rapporto qualità/prezzo (27%) e per la possibilità di accedervi anche in orari in cui gli altri negozi sono chiusi (24%).
“Il comparto sta crescendo molto rapidamente – aggiunge Manenti – perché l’offerta si sposa con le nuove esigenze, le necessità e gli stili di vita degli italiani: si ha meno tempo per i pasti e si mangia più spesso fuori casa o fuori orario, quando i tradizionali esercizi commerciali sono ormai chiusi. Allo stesso tempo, è necessario fare in modo che la regolamentazione possa essere totale e che questi esercizi rispondano a delle logiche specifiche, seguendo le indicazioni esistenti”.
© Riproduzione riservata
Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it