Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
Dati alterati in Sicilia, il GIP: “Disegno politico dietro falsi dati, si è cercato di dare l’immagine di un sistema efficiente”
30 Mar 2021 12:33
Ci sarebbe stata una deliberata e continuata alterazione dei dati pandemici in Sicilia, fatta di pressoché quotidiani “aggiustamenti” dei dati relativi a positivi, tamponi e decessi Covid-19 trasmessi non solo all’Iss, ma anche ai mezzi di informazione e ai cittadini attraverso il sito internet.
Ne è convinto il Gip di Trapani, Caterina Brignone, che oggi ha posto ai domiciliari il dirigente generale del Dasoe, Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato, Emilio Madonia, a conclusione di una indagine della Procura di Trapani e del Nas dei carabinieri.
Quel che viene fuori dall’inchiesta è un quadro a dir poco sconcertante e sconfortante del modo in cui sono stati gestiti i dati pandemici regionali, in un contesto in cui alla diffusa disorganizzazione ed alla lentezza da parte degli uffici periferici incaricati della raccolta dei dati si è sommato, secondo il Gip “il dolo di organi amministrativi e politici ai vertici dell’organizzazione regionale”.
Nell’inchiesta è indagato anche Ruggero Razza, assessore alla Salute che ha già comunicato le proprie dimissioni non prima di aver detto che “in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, come evidenzia ogni elemento oggettivo, a partire dalla occupazione ospedaliera e dalla tempestività di decisioni che, nella nostra Regione, sono sempre state anticipatorie”.
“La natura e le conseguenze delle condotte delittuose poste in essere nonché la qualità dei soggetti coinvolti ed il loro concertato agire – scrive il Gip – inducono a ritenere che gli indagati non abbiano perseguito finalità eminentemente personali, ma abbiano operato nell’ambito di un disegno più generale e di natura politica”.
Per il Gip “si è cercato di dare un’immagine della tenuta e dell’efficienza del servizio sanitario regionale e della classe politica che amministra migliore di quella reale e di evitare il passaggio dell’intera Regione o di alcune sue aree in zona arancione o rossa, con tutto quel che ne discende anche in termini di perdita di consenso elettorale per chi amministra”.
Nel provvedimento restrittivo il Gip sottolinea poi che “vanno sicuramente meglio definite le posizioni di persone non ancora indagate, ma il cui agire sembra aver contribuito alla falsificazione di dati rilevanti”. Il Gip si riferisce in particolare a due dipendenti dell’ASP di Palermo, ai quali la Di Liberti si sarebbe rivolta per “correggere” taluni dati e che si dimostrano assai “sensibili” all'”esigenza” di intervenire ove necessario per rivedere valori critici. Il Gip punta l’attenzione anche sul Commissario Emergenza Covid-19 per la Provincia di Palermo che, secondo il magistrato, sarebbe stato “consapevole della prassi di ‘diluire’ i dati dei contagi e disposto, a fronte dell’avallo dell’Assessore Razza, a concordare con essa, fornendo così un contributo morale decisivo”.
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