Dall’Università di Trento lo studio: “I casi di covid cresceranno per almeno altre 4 settimane. La terza ondata è nei fatti”

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Dall’università di Trento la conferma che il coronavirus continua a far paura. Le varianti ormai hanno preso il sopravvento e la terza ondata è nei fatti. Il professore di Fisica dell’Università di Trento, che studia l’andamento della pandemia in Italia, spiega: “I nuovi casi giornalieri – racconta Roberto Battiston a Repubblica – cresceranno per almeno altre 4 settimane.

E se non si interverrà rapidamente l’incremento durerà ancora di più. Qualcosa di simile a quanto avvenuto a ottobre, quando all’improvviso l’Rt ha iniziato a crescere, passando in 3 settimane e mezzo da 1,15 a 1,85. Allora però allora avevamo una serie di frecce al nostro arco per piegare la curva e riportarla a valori accettabili, cosa avvenuta ai primi di dicembre.

Stiamo già usando tutti gli strumenti a disposizione: mascherine, distanziamento, vaccini, immunità di gregge di chi si è già ammalato. Però abbiamo di fronte le varianti, molto più aggressive del virus ordinario, che stanno diventando le forme più diffuse”.

“Le province in condizioni più gravi – prosegue Battiston a Repubblica – sono una ventina, altrettante stanno peggiorando. Nel primo gruppo ci sono Pescara, Chieti, Matera, Salerno, Imperia, Bergamo, Brescia, Ancona, Ascoli, Campobasso, Monza, Trento e buona parte della Toscana. Tra le zone che peggiorano ci sono il comune di Napoli, il Piemonte, alcune province del Friuli, Frosinone, e province lombarde come Como e Cremona.

Va sottolineato che tre settimane fa in condizioni critiche c’erano solo la provincia di Perugia e quella di Bolzano. Visti i tempi di intervento e reazione, per almeno 4 settimane il numero dei nuovi positivi continuerà a crescere. Ma dobbiamo agire subito per osservare gli effetti sull’Rt in 1-2 settimane. Se ritardiamo le azioni di contenimento ci fermeremo solo quando il sistema sanitario non reggerà più l’urto.

Rischiamo di trovarci presto in una situazione molto peggiore di ottobre. A settembre l’Rt cominciava a salire ma avevamo 50 mila infetti, adesso sono 400 mila. Queste persone sono la benzina che può moltiplicare il fenomeno di contagio. Il fiammifero è l’Rt: se supera 1, come avviene in tante zone, l’epidemia ha un serbatoio di carburante enorme”.

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