Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
Con il 2021 potrebbero riprendere le trivellazioni in Sicilia. L’allarme di Legambiente.
28 Dic 2020 07:15
Se nella prima metà del 2021, il Governo nazionale non adotterà i provvedimenti necessari, potrebbero riprendere le attività di ricerca e prospezioni di petrolio e gas in tutto il territorio nazionale.
“Per la Sicilia e per la provincia di Ragusa una tale notizia potrebbe essere l’avvio di una nuova era preistorica sui temi energetici, quella che estrae fossili dal sottosuolo e dai fondali, invece di scegliere solo ed esclusivamente lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Solo nella provincia iblea sono in stand by 5 domande di ricerca o coltivazione: tre da parte di Eni Mediterranea Idrocarburi: “Cinquevie”, che interessa un’area di 71 km2 tra Modica e Ragusa; “Contrada Giardinello”, in attesa di valutazione di impatto Ambientale (V.I.A.) di oltre 380 km2 tra Ragusa, S. Croce Camerina, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaromonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone; e “Piano Lupo”di 62 km2 tra Acate, Caltagirone, Gela e Mazzarrone. Altri due sono il giacimento “Bonincontro” della compagnia spagnola Petrex, 32 km2 tra Acate e Vittoria e “Case La Rocca” della società concessionaria Irminio, in attesa di V.I.A., per altri 80 km2 in territorio di Ragusa. Poi, ci sono in tutta la Sicilia altre aree sulla terraferma e altre aree marine siciliane, a poche decine di chilometri dalle isole di Pantelleria e Favignana, nell’arcipelago delle Egadi.
“Respingere la norma sull’abbandono delle trivellazioni – afferma, Alessia Gambuzza presidente del circolo Legambiente Scicli Kiafura e membro del Direttivo regionale di Legambiente – è una scelta non coerente con gli impegni assunti dal nostro Paese con l’Europa. Una norma sul progressivo abbandono delle trivellazioni di gas e petrolio in Italia, a cominciare da quelle nei nostri mari, è l’unica direzione da prendere per la decarbonizzazione della nostra economia richiesta dall’Europa con il Green Deal e soprattutto con lo strumento Next Generation EU che assegna all’Italia nel suo complesso 209 miliardi di euro – il 37% da destinare ad azioni per il clima – e non prolungare la moratoria sulle trivellazioni da parte del Consiglio de Ministri significa contraddire le scelte green del Governo concordate con l’Europa”.
© Riproduzione riservata