Vicenda fenicottero a Marina, la precisazione di Elena, volontaria Enpa di Ragusa

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, una nota inviataci da Elena, volontaria dell’Enpa di Ragusa, in merito alla vicenda che ha visto la morte di un fenicottero a Marina di Ragusa.

“Sono Elena volontaria Enpa,

nella giornata di domenica nel pomeriggio sono stata contattata da una ragazza che aveva trovato un fenicottero ferito e che mi chiedeva consiglio.
Le ho subito detto di chiamare gli organi preposti per la prima denuncia che poi dovrebbe portare all’intervento degli enti specializzati .
La fauna selvatica è molto delicata e io non volevo consigliare mosse che avrebbero messo l’animale più in difficoltà .
Nel frattempo mentre lei sul posto chiamava e attivava iter di intervento io avrei provato a mettermi in contatto con veterinari o associazioni più specializzate .


Dopo varie prove ho parlato con un veterinario che mi ha consigliato di far mettere il fenicottero in un Luogo sicuro e per le prime 24 ore cercare di “stressarlo il meno possibile” perché sono animali molto delicati e sensibili al contatto umano e spesso lo stress può portarli a morte.
Ho subito richiamato la ragazza chiedendole se le era possibile metterlo al sicuro e ho avuto notizia che anche lei dopo varie telefonate era riuscita ad ottenere un appuntamento per l’indomani mattina con un veterinario preposto per la fauna selvatica che avrebbe prelevato il fenicottero .
Ho cercato durante la giornata di tranquillizzare la ragazza e anche di farle sentire che io ci sarei stata.
Che se le cose non fossero andate seguendo le vie preposte mi sarei resa disponibile a portare il fenicottero da un veterinario specializzato o comunque mi sarei mossa per trovare la soluzione migliore .
La mattina dopo ho saputo che chi doveva intervenire non lo ha fatto.
Ma ancora peggio che il fenicottero era deceduto.

La cosa che mi fa dispiacere è che personalmente penso di aver cercato di aiutare sia la ragazza che il fenicottero come purtroppo spesso ci troviamo a fare per diversi animali e spesso soprattutto nei giorni festivi non abbiamo risposte .
Enpa si occupa di ogni animale in difficoltà ma è chiaro che ci sono animali più delicati e il mio consiglio e la mia direzione è stata , come sempre di indirizzarsi verso veterinari ed enti competenti per non gravare di più sulla salute del volatile.
Qui in zona non esiste un Centro Recupero Animali Selvatici CRAS non c’è nessuno specialista per questi animali che hanno diritto di essere aiutati, curati messi in sicurezza.

Come d’altronde non c’è nemmeno per gli animali d’affezione anche se normato dalla legge………

Non so cosa potessi fare di più .

Noi siamo volontari gente comune non veterinari noi ogni giorno cerchiamo di aiutare e di arrivare anche là dove chi dovrebbe non arriva .
Mi ferisce che i volontari vengano messi alla stregua di chi per dovere dovrebbe rispondere e non lo fa  e che il nostro impegno quotidiano venga dato per scontato.
Vi assicuro che se molti animali oggi in Sicilia hanno avuto un futuro,stati aiutati è molto merito di volontari che non conoscono sabato , domenica festivi, feste di famiglia che con gran cuor cercano sempre di essere utili .
Ma quasi quasi ci dobbiamo sentire più in dovere noi che chi dovrebbe aiutare per legge questi esseri .
Sono dispiaciuta ma serena per quello che faccio ogni giorno io e per quello che fanno tutti i volontari attivi di zona.
Mi dispiace immensamente per il fenicottero come per tutte le vittime di un sistema che non tutela i più deboli sistema con cui noi abbiamo a che fare ogni giorno”.
Elena Iardella
Commissario Enpa RAGUSA

 

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