Dopo mesi di blocco, anche le ONG riprendono il mare

Dopo mesi di blocco dovuto al Covid, anche le navi ONG riprendono il mare. La notizia è stata riportata da Repubblica Palermo.

Oggi da Messina salpa la tedesca Sea Watch, la prima organizzazione a tornare a presidiare il canale di Sicilia e soccorrere i migranti che tentano la traversata. La prossima settimana dovrebbe essere la volta di Mare Jonio, dell’italiana Mediterranea che sta ultimando i preparativi nel porto di Trapani, da dove partirà.

Giorgia Linardi, portavoce della Sea Watch, spiega a Repubblica che ancora una volta le istituzioni europee hanno dimostrato di non voler gestire il fenomeno migratorio. Sono stati innumerevoli i casi di omissione di soccorso, ritardi nel dare assistenza e addirittura respingimenti illegali che si configurerebbero come crimini internazionali. C’è un vuoto che ancora una volta tocca alle ong riempire.

E in effetti gli sbarchi autonomi sono continuati: i migranti sono stati portati nelle strutture selezionate per la quarantena ma comunque, a parte qualche caso isolato, nessuno di loro presentava gravi contagi al Covid.

Nelle scorse settimane l’equipaggio di Sea Watch si è sottoposto alla quarantena prevista dalla normativa italiana e nei giorni scorsi sono stati effettuati i tamponi, risultati negativi.

La prossima settimana a salpare da Trapani sarà la Mare Jonio, dopo otto mesi in cui l’imbarcazione è rimasta sotto sequestro e dopo lo stop per il Covid. Lo scenario, in ogni caso, è notevolmente peggiorato nel Mediterraneo, dove vige la legge della giungla. O nessuna legge, come se fosse terra di nessuno. La sensazione è che nessun governo, tanto meno l’Europa intesa come unione di Nazioni, voglia guardare il fenomeno migratorio con occhi nuovi, quantomeno per prenderne atto ed evitare così non solo la morte di tanti migranti che tentano la traversata, ma anche che individui senza scrupoli, come i trafficanti, si approfittino della povertà e della disperazione.

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